Visualizzazione post con etichetta parco nazionale del cilento e vallo di diano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parco nazionale del cilento e vallo di diano. Mostra tutti i post

mercoledì 1 aprile 2009

Vendo e-commerce BuoniaTavola.it - La bottega dei vini e Prodotti Tipici

Vendo sito e-commerce: www.buoniatavola.it.

Il pacchetto include: tra le altre cose:
• dominio: buoniatavola.it (PR.3) posizionato nei motori di ricerca per la maggior parte delle parole chiave di interesse (bottega prodotti tipici, enogastronomia, fiordilatte, mozzarelle vini lucani e campani, prodotti tipici cilento e vallo di diano, caciocavallo lucano, salumi, formaggi, soppesata di gioi, ecc..);
• piattaforma di e-commerce ottimizzata per motori di ricerca e di facile utilizzo;
• contenuti testuali e fotografici.

Prezzo complessivo: 9.000,00 Euro

Vendo anche avviata attività commerciale Enogastronomia BuoniaTavola con sede a Polla centro in Via Lungofiume Tanagro (SA). Circa 300 etichette di vini nazionali, 4 linee per il vino sfuso, salumi, latticini e circa 200 referenze di prodotti tipici lucani e campani.

Prezzo 25.000,00 Euro

Per info e maggiori informazioni: info@buoniatavola.it

sabato 17 gennaio 2009

I salumi del Vallo Di Diano



L'appuntamento per chi volesse conoscere come facciamo i salumi dalle nostre parti è per Sabato 24 e Domenica 25 Gennaio a Padula.

In questa occasione vedrete e parteciperete, alle fasi di lavorazione delle carni del maiale per fare: salsiccie, soppersate, pancette, culatelli e non solo...

Inoltre nei due giorni, potrete visitare un salumificio artigianale di Monte San Giacomo e la splendida Certosa di San Lorenzo a Padula.

Il Salumificio è Santo Jacopo Salumi che tra l'altro ci fà i salumi a marchio BuoniaTavola, con e senza Conservanti.

Carmine L. di Santo Jacopo Salumi e Francesco di Fattoria Alvaneta avranno modo di illustrarvi in dettaglio l'Arte della lavorazione del Maiale nel Vallo di Diano



Di seguito il programma nel dettaglio :

Fattoria Alvaneta

Il rito dell’uccisione del maiale è l’elemento, presente dovunque in tante famiglie contadine, che incarna la cultura, la tradizione e quasi lo spirito delle genti che hanno abitato e abitano i nostri luoghi. Infatti, gli elementi identitari e peculiari di un popolo, si evincono anche dai riti connessi al consumo della carne, ovvero del sacro.
L’arte della lavorazione della carne di maiale nel Vallo di Diano ha le sue radici sin dai tempi della Lucania storica, il territorio compreso tra Paestum, il Pollino e Metaponto.

Della lucanica ne dà notizia il letterato di epoca romana Varrone nella sua opera La lingua latina: « ...una salsiccia fatta con l'intestino crasso del maiale è chiamata lucanica, perché i soldati l'hanno imparata a fare dai Lucani »



Proponiamo questo viaggio di due giorni a chi vuole cogliere e condividere la ritualità legata al solenne sacrificio.
Da qui l’occasione per raccontare, consumare e riprodurre quanto di cultura e tradizione il nobile suino comprende e sottende nel territorio del Vallo di Diano
Dal pomeriggio di sabato saremo all’opera con Francesco e lo staff di esperti norcini della Fattoria Alvaneta. Verranno selezionate e lavorate le carni di maiali allevati in azienda allo stato brado e semibrado con il metodo biologico e conosceremo i diversi tagli destinati alla produzione di salsiccia, soppressata, noglia e l’utilizzo delle parti meno nobili come le frattaglie.
I momenti conviviali della cena di sabato e il pranzo di domenica serviranno ad assaporare le preparazioni tradizionali a base dei prodotti del maiale, ma anche a porre l’accento sul valore nutritivo di tutte le varie parti del maiale, contribuendo così all’educazione al gusto, alla parsimonia, al buon senso in un contesto sociale e culturale dove domina lo spreco delle risorse, non solo quello alimentare.

PROGRAMMA:
Sabato 24 gennaio

Ore 16,30 – Arrivo con mezzi propri a Padula presso l’Azienda Agrituristica Fattoria Alvaneta , inzio delle fasi di lavorazione con le parti di maiale già sezionato.
Ore 20,30 – termine della lavorazione per i partecipanti – cena
Pernottamento in azienda fino ad esaurimento posti disponibili.
Domenica 25 gennaio
Ore 9,00 – dopo la prima colazione partenza per Monte San Giacomo per visitare un salumificio artigianale
Ore 10,00 – arrivo presso il salumificio Santo Jacopo e visita guidata dell’azienda.
Ore 11,30 – termine della visita e rientro a Padula.
Ore 12,00 - Sosta presso la Certosa di Padula per una visita libera.
Ore 13,00 – Rientro alla Fattoria Alvaneta – pranzo
Ore 16,30 – Termine delle attività

Costo : cena del sabato, pernottamento in camera doppia con prima colazione e pranzo della domenica: € 90,00
Info e prenotazioni: Giancarlo: tel 329 6330371 - g.capacchione@libero.it
Francesco: tel 328 7046591 - fattoria.alvaneta@tiscali.it

Fonte evento: www.lucianopignataro.it

Chi volesse fermarsi qualche giorno in più nel Vallo Di Diano clicchi qui per maggiori informazioni. abbiamo preparato il programma per trascorrere una settimana davvero particolare fuori dagli itinerari comuni.

venerdì 14 novembre 2008

La soppressata di Gioi



E’ senza dubbio il salame più caratteristico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo Di Diano .

Nulla da togliere agli altri salumi (salsiccie, pancette, capicolli, culatelli ), ma la Soppressata di Gioi è un’altra cosa.

La prima cosa che ti colpisce e che ti resterà nella mente per sempre è il profumo di quando l’affetti, (possibilmente a coltello con fette non troppo sottili), poi ti viene la curiosità di capire come si fa ? , come si inserisce quel filetto di lardo al centro della carne magra ? Le domande però lasciano il posto all’acquolina di assaggiarla, e dopo mentre ancora stai gustando quella prima fetta, senza accorgertene sei già lì con la mano pronto a prenderne un’altra.

E’ troppo buona, non trovo altre parole per definirla. Tutte le persone a cui l’abbiamo proposta, ne sono rimasti entusiasti, sempre. Per noi in negozio è un vero e proprio cavallo di battaglia, oggi ancora di più, infatti ci sono nel Cilento due ottimi salumifici che in maniera del tutto artigianale la producono: Salume del Cilento e Piccolo Salumificio di Gioi, entrambi nostri fornitori.



Torniamo alla soppressata, abbiamo fatto delle ricerche in rete, per saperne un po’ di più ed ecco cosa abbiamo trovato.


“ Non so cosa direbbe la Zia Emma, se fosse ancora viva, nel sapere che la soppressata di Gioi (in dialetto sepersata o sopersata) è diventata famosa in tutta Italia e non solo. Contraria com’era ai “modernismi”, forse si arrabbierebbe, ma in cuor suo ne sarebbe molto soddisfatta perché vedrebbe solennemente riconosciuta la prelibatezza di un salume paesano che per tanti anni aveva fatto ad uso familiare con tanta cura, pazienza, impegno e qualche sacrificio.
I riferimenti e le citazioni abbondano; si va dalle riviste di gastronomia ai testi sul turismo, dai protocolli delle diete ai programmi di sagre e manifestazioni paesane, provinciali e regionali, oltre ai numerosi siti INTERNET che, direttamente o indirettamente, la richiamano.
Partendo dagli aspetti storici, dal materiale consultato abbiamo appreso che notizie sul prodotto risalgono all’undicesimo secolo, come riportato nel compendio “Della agricoltura pratica” di P.N. Columella Onorati, edito nel 1835, che, alla pagina 162, riporta testualmente : “….tra le soppressate si lodano molto quelle di Noia, ma eccellenti sono quelle del Cilento e specialmente delli Gioi, nel Principato Citra…” .



L’ elemento comune dei tanti commenti descrittivi è costituito dall’unanime riconoscimento dell’unicità del prodotto per quanto attiene alla tecnica di lavorazione e alla forma. Si ricava soltanto dalle parti pregiate del suino: filetto, coscia, lombo e spalla, accuratamente mondate di tutte le cartilagini e dei nervetti. La carne è sminuzzata finemente a punta di coltello e condita con sale e pepe. L’impasto, amalgamato con cura, deve riposare per qualche ora. Quindi si insacca nel budello naturale, inserendo al centro un filetto di lardo lungo quanto l’intera soppressata e largo circa due centimetri (in dialetto lardiello). Le operazioni di insacco sono inevitabilmente e tradizionalmente manuali.

L’impasto, al momento dell’introduzione nell’involucro, deve essere ben pressato con le mani per eliminare l’aria, anche praticando con un ago piccoli fori nel budello. Alla fine si provvede alla chiusura con lo spago. Inizia poi la fase della stagionatura; le soppressate restano appese a pertiche in legno per almeno quaranta giorni in locali le cui temperature, dato il periodo (novembre-febbraio), permangono piuttosto basse (dai quattro ai dieci gradi).

Al termine della stagionatura, vengono pulite con un panno e sono conservate sott’olio in appositi recipienti. Qualcuno preferisce conservarle avvolte nella crusca. Ne viene consigliato il consumo non prima della Pasqua. La conservazione non dovrebbe superare l’anno.


A differenza degli altri salami, che sono cilindrici, la soppressata di Gioi assume la forma di una pagnottella leggermente schiacciata al centro in senso longitudinale; la lunghezza è di circa tredici centimetri, la larghezza di otto; il peso medio, dopo la stagionatura, è di circa duecentocinquanta grammi.
Va gustata a fettine, non troppo sottili, il cui colore è rosso bruno, reso ancora più intenso dal contrasto col bianco marmoreo del lardiello interno, che va mangiato insieme al magro oppure lasciato da parte. Il profumo è intenso è aromatico. In bocca il gusto è lungo e ricco. E’ ottima come antipasto, ma va molto bene anche per uno spuntino in qualsiasi ora del giorno. Ad essa bisogna accompagnare vino rosso, preferibilmente pastoso.




Il territorio di produzione coincide con quello del Comune di Gioi (caratteristico borgo medievale cilentano posto in collina, a circa settecento metri di altitudine, non distante dalla costa tirrenica) e dei Comuni vicini di Piano Vetrale e di Orria. Anche nel resto del Cilento si produce buona soppressata, ma si tratta di cosa che non può in alcun modo competere con quella di Gioi, la cui tecnica di lavorazione, tramandata di padre in figlio, non è facilmente imitabile.


Lo studio dei prodotti agroalimentari tipici della Campania, pubblicato nel 1995 a cura del Prof. A.Giardiello della facoltà di Agraria dell’Università di Napoli ha dato particolare risalto all’origine delle carni adoperate per la soppressata di Gioi, precisando che, in generale, “si tratta di animali allevati allo stato brado o semi-brado, spesso alimentati con vegetazione spontanea, tipica dei luoghi, tra cui spiccano ghiande, rizomi di felce, oltre agli scarti e agli avanzi della cucina familiare” . Da ciò deriverebbero favorevoli ripercussioni sulla “compattezza e sapidità delle carni” .


La soppressata di Gioi figura nella lista dei migliori prodotti del mondo nella rassegna internazionale “AUX ORIGINES DU GOUT” le cui mostre sono aperte in vari periodi dell’anno nei diversi Stati. La troviamo elencata accanto ai pregiati salumi di LOZER-MAISON FAGES, a quelli CATALANI, dei PYRENEES, di CERDAGNE, al prosciutto di PIETRAROJA, alle FOIE-GRAS-MAISON PARIS.

Per chi volesse acquistare la soppesata di Gioi



on-line sul ns e-commerce clicchi qui.

Vino consigliato in abbinamento:



Naima 2003 IGT Aglianico – Cantina De Concilis.

Potente ed elegante, è l'aglianico nel Cilento; ricco di sentori di frutta, balsamico, espressi al naso e in bocca di piena maturità, caldo come un viaggio nel Cilento. Rosso rubino carico, quasi cupo, profumi di frutti di bosco, timo, more, marasca, cacao, caffè, vaniglia, molto intenso e molto persistente, in bocca sapido, tannico, rotondo.
Affinamento : 12 mesi in botte, 6 mesi acciaio, 6 mesi bottiglia.

E a proposito di Naima De Concilis, ecco cosa scriveva luciano pignataro sul suo blog nel 2003 quando finalmente questo aglianico fù premiato dai tre bicchieri di gambero rosso:

" Bisogna avere il palato in continuo allenamento per stare dietro alle esplorazioni in cantina di Bruno De Conciliis ma ne vale la pena: il suo Naima prende finalmente quei tre bicchieri a lungo rinviati sulla guida Slow Food-Gambero Rosso ed è l'unico guizzo nel Mezzogiorno di una edizione abbastanza conservatrice per non dire scontata. La vite nel Cilento ha almeno 2500 anni, ma il vino appena una quindicina: Bruno ha capito che per parlare di tradizione era necessario innovare completamente tutto senza attardarsi in schemi inesistenti in un territorio che, ha differenza di altri, non aveva vitigni e metodi da ossequiare o rispettare. «Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente» scriveva Mao Zedong: in vigna c'era di tutto, la doc permette tutto e Bruno ha cominciato da Zero, un rosso meridionale potente, stanco e sibarita. Il Naima è invece un aglianico che ha studiato l'inglese, va incontro non al gusto internazionale così come lo si intende ormai in Italia, quella morbidezza assurda che pialla territori, vitigni e persone: resta invece tipico proprio grazie alla sua modernità. Al naso la frutta lascia rapidamente spazio a sentori animali, in bocca c'è struttura, alcol, i tannini sono ben dosati e il legno non è mai invasivo. Dall'aglianico Bruno pretende l'impossibile, lo vuole pronto in poco tempo e così vendemmia dopo vendemmia c'è un corpo a corpo in cantina capace di regalare nel bicchiere emozioni nuove, il Cilento moderno che stacca netto gli altri territori grazie al Parco Naturale contro il quale si opponevano piccoli sindaci di cui non si ricorderà altro se non il loro tentativo di importare il Calabria Style grigio cemento sul mare azzurro di Parmenide. Questo sforzo costa molto al consumatore, troppo a nostro giudizio: siamo sopra i 20 euro. L'unicità del Naima, come quella dello Zero, non concede distrazioni ed è per questo che noi non li amiamo in abbinamento, ma li beviamo e li consigliamo assoluti. Un bicchiere nuovo, spiazzante come nessuno in Campania, finalmente una via di fuga dai noiosi dibattiti tra modernisti e conservatori in cui ci si attarda inutilmente negli ultimi anni."



Foto e info in rete.

PS: Questo è il nostro post numero 100, al 101 ! Siamo orgogliosi.

venerdì 17 ottobre 2008

Borsa Verde, Vallo Della Lucania 24,25,26 Ottobre



Impedibile il prossimo fine settimana l’appuntamento a Vallo Della Lucania con la Quinta Edizione della Borsa Verde.

La Borsa Verde dei territori rurali europei è il luogo in cui s'intrecciano natura, arte, gastronomia e cultura. Un percorso ideale attraverso i piccoli centri rurali dell'area curo-mediterranea volto a dare voce a luoghi, sapori e stili di vita da sempre gelosamente custoditi.

L'offerta espositiva selezionata, rappresentata da enti pubblici e privati, parchi e aree protette, agenzie di viaggio e di incoming, risponde agli attuali trend del mercato turistico, sempre più orientato alla promozione del settore rurale.
La presenza dell'Enit, garantisce la partecipazione dei più qualificati operatori del settore, provenienti dai principali mercati esteri, interessati al contatto diretto con i rappresentanti di aziende ed istituzioni dell'offerta locale.
BUYERS – 28 i buyers nazionali ed internazionali che, dopo attenta selezione, sono stati accreditati al workshop. Essi provengono da Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Olanda, Usa.

Organizzazione dell’evento:

WORKSHOP – Il momento più alto della Borsa Verde è l'incontro tra i Tour Operator del Turismo Verde e le aziende del Settore. Partecipanti: Tour Operator, Agente di Viaggio, Consorzio Turistico, Operatori della domanda e dell'offerta. La contrattazione avverrà liberamente, sulla base delle preferenze degli operatori dell'offerta (sellers) che potranno incontrare gli operatori della domanda (buyers) presso le singole postazioni dell'Area Workshop. Le contrattazioni avranno una durata massima di 10 minuti. Presso i desk dell'Area Workshop saranno presenti, a titolo gratuito, interpreti di lingua inglese, francese e tedesco.

CONVEGNI e SEMINARI – Caratterizzeranno la tre giorni di Vallo della Lucania: vi parteciparanno, tra gli altri, il Ministro per l'attuazione del programma di Governo On. Gianfranco Rotondi; il Sottosegretario al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali On. Antonio Buonfiglio; il Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati On. Paolo Russo; il componente la Commissione Agricoltura Camera dei Deputati On. Nicodemo Oliverio.

CHI PARTECIPA – Alla Borsa Verde partecipano Enti nazionali e regionali di promozione del territorio; Consorzi e Associazioni di categoria; Aziende Agrituristiche; B&B e Ospitalità diffusa; Operatori professionali nazionali e internazionali ; Agenzie di viaggio e Tour Operator; Incentive house e Agenzie di incoming; Parchi nazionali e regionali, Oasi e Aree protette; Associazioni naturalistiche e sportive; Stampa ed editoria speciliazzata; Enti ed istituzioni di formazione.

VISITE GUIDATE – Rappresentano la maggiore attività collaterale: sono sperte le iscrizioni ai seguenti 5 itienrari:
1° Itinerario – Le fabbriche del gusto "Sapori della terra" Borgo di Rutino Dimore storiche: palazzi Rinaldi e Lombardi, Chiesa di San Michele, Museo e archivio Parrocchiale. Viticoltori De Concillis – Industria vitivinicola – Prignano Cilento Cantina Barone – azienda vitivinicola – Rutino Prignano Cilento – degustazione.
2° Itinerario – "Tecnica e Natura" Prignano Cilento: Oasi fiume Alento Diga e lago dell'Alento con sosta per visita e degustazione.
3° Itinerario – "Viaggio nella Storia" Borgo di Roccadaspide: Castello Feudale "Filomarino" , Coop. Agricola "Il Marrone" con sosta per visita e degustazione.
4° Itinerario – "Tesori Nascosti" Borgo di Pisciotta - Osservatorio Nazionale di Arte contemporanea del Mediterraneo con sosta per visita e degustazione.
5° Itinerario – "Arte e Memoria" Padula: Borgo, Musei dei Presepi, Sacrario dei Trecento, la Casa natale di Joe Petrosino, Certosa di San Lorenzo, con sosta per visita e degustazione.

ENOTECA PROVINCIALE - Nasce nel 2003 come progetto istituzionale di enoteca "itinerante", vera e propria vetrofania delle eccellenze delle produzioni vitivinicole tipiche del salernitano. La sua prima apparizione pubblica, in uno stand dedicato, avvenne in seno alla I^ Edizione della Borsa Verde dei Territori rurali Europei a Vallo della Lucania e da allora, presenziando le fiere di settore più importanti, contribuisce a rinforzare l'immagine di un territorio dinamico ed eccellente nella produzione del prodotto che è l'emblema della sua ruralità. Attualmente l'Enoteca si compone di 25 aziende vitivinicole salernitane tra cui spiccano nomi di fama internazionale. In occasione della V Borsa Verde dei Territori Rurali Europei, la Provincia di Salerno - Enoteca Provinciale in collaborazione con l'AIS Campania, offrirà ai visitatori della fiera cilentana un percorso di degustazione guidata che prevede, per gran parte delle aziende un approfondimento su diverse annate. Per ogni degustazione è previsto un approccio all'analisi sensoriale del vino, finalizzato alla conoscenza e valorizzazione dei vini della provincia di Salerno. Le prenotazioni per essere valide dovranno pervenire all'indirizzo email enoteca_provinciale@borsaverde.com, entro e non oltre le ore 12 del giorno 20/10/2008 (Si specifica che per ogni laboratorio sono disponibili solo 20 posti).

OUTDOOR – Le attività sportive non agonistiche che si svolgono a stretto contatto con la natura saranno: trekking, tiro con l'arco, parapendio, equitazione, mountain bike, canoa, free climbing e tanti altri. In queste discipline sportive il risultato agonistico passa quasi in secondo piano rispetto al piacere di godere di una giornata passata muovendosi per boschi, prati e sentieri di montagna. Tali attività costituiscono ormai il necessario complemento di ogni impresa turistica legata alla natura. Sono molte infatti le aziende agrituristiche che offrono ai propri ospiti la possibilità di praticare almeno una di tali attività. Ecco perché all'interno del programma della Borsa non poteva mancare una particolare attenzione a tale settore. Nell'ambito della Borsa Verde, è stata quindi allestita una speciale sezione denominata "Outdoor Village- Out in the Nature", che prevede la partecipazione di alcune associazioni e società sportive della nostra Provincia operanti in tale settore, le quali, oltre a disporre di punti espositivi per illustrare le proprie attività, allestiranno nelle aree aperte della Fiera, uno spazio permanente dove i visitatori potranno sperimentare di persona le diverse attività proposte: andare a cavallo, tirare con l'arco, giocare a golf, ecc.

PREMIO CILENTO – Il Premio Cilento 2008 è destinato ai giornalisti autori dei migliori articoli pubblicati in merito al territorio rurale salernitano ed alle sue particolarità. L'edizione 2008 si prefigge i seguenti obiettivi: individuazione, attraverso la sensibilità dei giornalisti partecipanti, delle nuove possibili vocazioni turistiche del territorio; divulgazione in ambito nazionale dell'immagine della Borsa Verde al fine di fare del Cilento il luogo 'cult' per tutti gli amanti del turismo rurale; individuazione delle professionalità emergenti del giornalismo turistico, consolidando contestualmente il rapporto con le professionalità 'storiche' del giornalismo turistico. I Premi saranno consegnati in occasione della V edizione della Borsa Verde dei Territori Rurali Europei.

FESTA DELLA PIZZA - Anche per quest'anno si rinnova l'appuntamento con la Festa della pizza. Nello spazio verde antistante i padiglioni della Fiera sarà allestito uno stand dall'associazione "Viva Città" che proporrà la degustazione della pizza al costo di € 1,50.

Fonte: Comunicato stampa
Maggiori info: www.borsaverde.com

sabato 6 settembre 2008

Cercasi pane e acqua

Domenica scorsa, verso mezzogiorno ci fanno una sorpresa, quattro amici siciliani, (con tanto di graditissima anche se per i nostri gusti “dolcissima” pasta di mandorle di Modica ), diretti in costiera Amalfitana per una vacanza, si fermano a Polla per un saluto. Mia moglie và in panico, non abbiamo fatto la spesa in settimana, oggi contava di arrangiarsi, sai è estate….ma non possono non fermarsi a pranzo, è proprio l’ora giusta, ma è domenica, i negozi sono chiusi ! Che fare?

Ci capita spesso di dimenticarci che abbiamo una enogastronomia, che sia chiaro, non ha l’assortimento di un Supermercato ma tanti prodottini tipici locali che un pranzo, e che pranzo ! certo che lo riusciamo a metter su.

Quindi… fuga in negozio per 15 minuti e di ritorno ecco cosa velocemente riusciamo a proporre.

Bruschetta con pane arrostito (grazie a mia suocera che mi ha prestato mezza-panella, non è la prima volta, ci dimentichiamo spesso di passere per il forno, e quando ci serve il pane poi di solito è chiuso e allora mia suocera, che ci conosce, non se lo fa mancare mai ) su piastra elettrica (non c’era il tempo di mettere su carboni e barbecue) e patè di carciofi di Pertosa;

Antipasto con fiordilatte e treccine del Vallo Di Diano, Capicollo, Asparagini & Carciofini sotto’olio, Alicette gustose di Cetara, Soppressata di Gioi
Primo: Duetto

- Paccheri di Gragnano con Passata e pomodorini Freschi e aggiunti alla fine una spolverata di Cacioricotta stagionata e scamorza affumicata fresca tagliata a cubetti

-Parmarieddi di Picerno con Colatura di Alici di Cetara

Secondo: Caciocavallo Lucano alla Griglia con contorno di Olive alla Contadina, Fichi Bianchi del Cilento sott'olio e Pecorino Canestrato di Moliterno con Miele all’Arancio Salernitano

Biscotti secchi, brutti ma buoni, mandorlati del Forno Le Collinette e non potevamo non assaggiare la pasta di Mandorle;

Limoncello Penna

Dimenticavo ci siamo bevuti due bottiglie di una favoloso rosato Cilentano: Denazzano di Luigi Maffini, che servito fresco ha sposato perfettamente ogni piatto. L’acqua non avendo fatto la spesa è stata fornita sempre dalla carissima suocera.

Siamo rimasti a tavola, fuori in giardino sotto al portico (anche se faceva un po’ caldo) fino alle 17:30, naturalmente chiacchierando e mangiando, insomma volevamo far provare diverse cose del nostro territorio, ma senza abbuffare gli ospiti, (anche perché li aspettava ancora un bel pezzetto di strada, e poi il traffico di fine agosto, il caldo, e la pancia piena) quindi abbiamo servito piatti abbastanza contenuti.

Credo che la sorpresa che ci hanno fatto Giorgio, Caterina, Antonio e Bico, lo splendido pomeriggio trascorso insieme e i sapori Cilentani e del nostro Vallo Di Diano ci resterrano felicemente nella mente per diverso di tempo.

Non ci sono i link a tutti i nostri prodotti, in quanto alcuni di essi non li abbiamo creati sull'e-commerce, se qualcuno fosse interessato ad essi ci contatti via mail a info@buoniatavola.it oppure al 0975.399463.

venerdì 29 agosto 2008

Vacanze nel Parco Nazionale del Cilento & Vallo Di Diano.







Abbiamo pensato e formulato con la collaborazione di addetti del settore del posto a come farVi trascorrere una settimana unica nel Parco Nazionale del Cilento & Vallo Di Diano. Alla fine né è nato un programma per una vacanza davvero speciale.

Abbiamo selezionato per Voi le strutture per dormire, i ristoranti e gli agriturismi dove pranzare o cenare, e messo giù un programma dove cultura del posto, arte, storia, tradizioni e natura fanno da padroni.

Date un occhiata da Voi al programma, siamo sicuri che ci incontreremo presto.




Programma
Arrivo e partenza prevista Sabato pomeriggio

sabato arrivo
Cena
Pernottamento



domenica colazione
escursione grotte di pertosa
pranzo
escursione montagna grotta dell'acqua
cena
pernottamento

lunedì colazione
escursione Certosa di San Lorenzo
Pranzo
Escursione Bosco Cerreta
Cena
Pernottamento

martedì colazione
Escursione Teggiano Centro Storico
Pranzo
Escursione Polla Convento di sant'antonio
Cena in Agriturismo - possibilità andare a Cavallo
Pernottamento

mercoledì colazione
Escursione Paestum
pranzo
Escursione Getsemani
cena
Pernottamento




giovedì colazione
Visita Cantina Cilento
Pranzo
Escursione Marina di Camerota
cena
Pernottamento

venerdì Colazione
Visita Salumificio-Caseificio
Escursione Bosco La Costara
Carne alla Brace nel Bosco
Cena
Pernottamento

sabato Colazione
Escursione Polla Mercato
Pranzo
Partenza




Costo a persona per settimana

Formula All-inclusive : 899,00

• La formula prevede il seguente trattamento
• Pensione Completa in Hotel ****L o Agriturismo a scelta del Cliente
• Acqua, Vino e bibite a tavola
• Trasferimenti da/a stazione e/o aeroporto
• 13 Escursioni come da programma
• Tiket ingresso a musei,grotte,parchi
• Accompagnatore-guida

Formula Solo Pernottamento e prima colazione

In Agriturismo : Euro 209,00 - In Hotel ***: Euro 349,00 - In Hotel ****L Euro: 399,00
Formula ½ pensione

In Agriturismo: Euro 349,00 - In Hotel *** Euro: 519,00 - In Hotel ****L: Euro 599,00

In questi casi le escursioni sono facoltative, il Costo di ogni singola escursione è di Euro 40,00.

Zero costi di iscrizione. Prezzi chiari.

E' un'ottima occasione per gli amanti di un turismo non di massa, per chi ama la natura, per gli appassionati di enogastronomia. Approfitteremo in questa settimana, per farVi provare solo prodotti tipici e vini del nostro territorio.

giovedì 31 luglio 2008

Carciofo Bianco di Pertosa e del Basso Tanagro



Una sera di quasi fine primavera, a metà maggio insomma, si svolge a Pertosa la Sagra del Carciofo Bianco. E' un appuntamento immancabile per tanti cittadini del Vallo Di Diano, innamorati di questo particolare prodotto. Ci si ritrova così in nella piazza centrale del piccolo paesino, tutti a mangiare pasta e carciofi, antipasto con carciofi, carciofi in padella e quant'altro.

E' sempre una bella serata, noi ci andiamo ogni anno, in quanto oltre alla squisitezza dei piatti, il clima, l'atmosfera, innagura un po' tutte le sagre e le feste estive che si tengono nei paesi del Vallo per poi tutta l'Estate.

Toriniamo al carciofo: Vi chiederete cosa avrà di particolare questo carciofo Bianco di Pertosa. Bene ve lo diciamo, è innanzitutto un tantino piu' piccolo dei Carciofi che siamo abituati a vedere, testa tondeggiante, quindi le foglie sono arrotondate senza spine, morbido, di colore di un verde pisellino, piu' tenue del classico. Sapore delicato, sfizioso saporito.



Pertosa, un paese con poco più di 600 abitanti, 70 chilometri a sud di Salerno, è nota per le sue grotte: straordinarie cavità naturali nate in seguito a fenomeni carsici, risalenti a oltre trentacinque milioni di anni fa. Abitate fin dall’età della pietra, le grotte di Pertosa si sviluppano per oltre 2.500 metri con caverne e gallerie imponenti attraversate da corsi d’acqua navigabili tra stalattiti e stalagmiti: sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Ma Pertosa – con i comuni limitrofi di Auletta, Caggiano e Salvitelle – custodisce un altro unicum di biodiversità. Qui si coltiva una varietà di carciofi fra le più insolite della penisola: il carciofo Bianco di Pertosa o del basso Tanagro, il fiume che attraversa tutta la zona di coltivazione, posta fra i 300 e i 700 metri sul livello del mare. Il nome esprime la sua caratteristica più evidente: è un carciofo di colore chiarissimo, verde tenue, bianco argenteo. Le infiorescenze sono grandi, rotonde, globose, senza spine, con un caratteristico foro alla sommità. Ad oggi appena tre ettari sono destinati al carciofo Bianco, divisi fra una trentina di contadini che coltivano perlopiù per il consumo familiare in piccoli appezzamenti ai bordi dei campi.

Una realtà produttiva marginale quindi, eppure le potenzialità di questo prodotto sono straordinarie. Le rare qualità organolettiche, unite alla sua salubrità (la coltivazione, se pure priva di certificazione, è assolutamente naturale, non prevedendo né trattamenti, né concimi chimici), fanno del carciofo Bianco un possibile traino per tutta l’economia agricola della zona.



A tavola
Le particolarità del Bianco di Pertosa sono numerose, ma su tutte vanno segnalate la resistenza alle basse temperature, la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco), la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne. Caratteristiche che lo rendono un ottimo carciofo da mangiare crudo, magari in pinzimonio con l’olio extravergine di oliva della zona, l’eccellente Dop Colline Salernitane.

Ideale matrimonio gastronomico che unisce anche le due principali vocazioni agricole dell’area: i minuscoli campi di carciofi (quasi sempre di poche centinaia di metri quadri), infatti, tradizionalmente si alternano agli olivi.

Area di produzione
Comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella Valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno)

Presidio sostenuto da
Comune di Pertosa, Comune di Auletta, Comune di Caggiano, Comune di Salvitelle, Comunità Montana del Vallo di Diano, Comunità Montana della Valle del Tanagro

Se vi abbiamo fatto venire fame e volete assaggiare i carciofini di pertosa sott'olio extravergine di oliva o in patè, beh siamo gli unici e in esclusiva a venderlo on line

Vai:

Carciofo di Pertosa

Patè di Carciofi

martedì 29 luglio 2008

Bosco La Cerreta - Cognole - Casalbuono (SA)



Se siete nei pressi del Vallo di Diano, Vi inviatiamo a fermarVi a fare una passeggiata nel bosco più importante della Valle.








La Cerreta appunto a Casalbuono rappresenta con i suoi 824 ettari è l'oasi naturale più importante. La ricca vegetazione e gli animali che la popolano, cervi, capre, scoiattoli, cinghiali rendono la passeggiata nel bosco davvero unica e interessante.




Il bosco fù donato da Carlo D'Angiò ad un barone di Montesano. Nel 1636 fù acquistato dal Priore della Certosa di San Lorenzo. Con l'unità Nazionale diventò Demanio dello Stato insieme a tutti gli altri beni della Chiesa. La Cerreta è entrata a far parte del patrimonio dell'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e nel 1975 è stato trasferito alla regione Campania, che lo gestisce con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.
La foresta di estende con un immenso manto verde sulle innumerevoli, dolci colline che sgorgono tra il fiume Calore e i primi contrafforti del Monte Cervati (1829 mt il più alto della Campania).

L'immancabile foto di gruppo (parziale).



E' un luogo di staordinaria bellezza dove tantissime piante di cerro, come alti giganti svettano verso il cielo; nel silenzio si ode il fruscio delle chiome e il cinguettio degli uccelli, si ascolta lo scrosciare delle acque che sgorgano dalle sorgenti; anche nel tardo autunno la foresta rivive in un tripudio di colori che lasciano il passo alla candida neve dell'inverno; in primavera sul verde tenero dell'erba spuntano le infinite pennellate dei fiori che sbocciano e che saranno baciati dal caldo sole dell'estate.

La foresta Cerreta può essere visitata tutti i giorni dalle ore 08:00 alle 18:00. Maggiori info: Settore Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste.




Foto a cura di Pietro.
Fonte Notizie: Regione Campania Assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca.

Sponsor: Vini Bianchi BuoniaTavola.it

Fagioli Ciuti IGP

sabato 26 luglio 2008

Il Caciocavallo Silano e il Caciocavallo Podolico



La Storia

Il caciocavallo Silano è senza alcun dubbio, fra i più antichi e tipici formaggi a pasta filata del Mezzogiorno. Della sua produzione ne accennava già Ippocrate, nel 500 A.C., discorrendo dell'arte usata dai greci nel preparare il "Cacio". Con Reg. CE 1263/96 il Caciocavallo Silano ha ottenuto l'ambita D.O.P. europea entrando, così nel gotha dei prodotti che potranno fregiarsi dei marchi di tutela comunitari. Tale marchio garantisce la genuinità e salubrità del Caciocavallo Silano, formaggio prodotto esclusivamente con latte fresco provenienteb da allevamenti bovini situzti nei territori elencati nel Disciplinare di produzione depositato a Bruxelles, secondo un processo di lavorazione, minuziosamente definito nella norma, che affonda le sue radici nella più nobile tradizione casearia meridionale.

Il Caciocavallo Silano è marchiato a fuoco forma per forma ed etichettato con etichette alfanumeriche. Per tutelarne la produzione è nato nel Dicembre 1993 ad iniziativa di alcuni produttori il Consorzio di Tutela del Caciocavallo Silano, con sede in Cosenza. Gli scopi del Consorzio, al quale attualmente aderiscono numerose aziende agricole e caseifici e naturalmente anche il Caseificio Starace di Sassano, sono quelli di promuovere iniziative che mirino alla tutela di tale produzione, attraverso un attenta verifica dei livelli quantitativi del prodotto ed un adeguata campagna di informazione che ponga in guardia il consumatore dalla presenza sul mercato di numerosi formaggi venduti sotto la denominazione "Caciocavallo" prodotti però, spesso con latte o cagliata di importazione.

Il Caciocavallo Silano, formaggio sano e genuino, è ricco di vitamine, sali minerali, proteine e, per le sue spicate qualità nutritive, è particolarmente indicato nella dieta dei bambini, degli sportivi e degli anziani. Per produrre un Kg di Caciocavallo Silano, occorrono circa 10 litri di latte fresco, e il suo valore nutritivo, per 100 gr. di formaggio, corrisponde a ben 180 gr. di carne bovina e a 200 gr. di trota.

L'Area di produzione del Caciocavallo Silano, configurata a macchia di Leopardo, si colloca in prevalenza lungo la dorsale apeenninica meridionale, riunendo specifici ambiti territoriali di ben nota vocazionalità situati nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, in una sintesi storico-culturale-ambientale a difesa di una produzione tipica meridionale.

La produzione

La Produzione del Caciocavallo Silano inizia con la coagulazione del latte fresco alla temperatura di 36/38 gradi usando caglio in pasta di vitello o capretto. Quando la cagliata a raggiunto al consistenza voluta, dopo alcuni minuti si procede alla rottura della stessa fino a che i grumi abbiano raggiunto le dimensioni di una nocciola. Inizia quindi la fase di maturazione della cagliata, che consiste in una energica fermentazione lattica la cui durata varia in media dalle 4 alle 10 ore e può potrarsi ulteriormente in relazione all'acidità del latte lavorato, alla temperatura, alla massa o ad altri fattori. La maturazione della pasta è completata quando la stessa è nelle condizioni di essere filata ed il controllo sui tempi di maturazione si effettua mediante prelievi, a brevi intervalli, di piccole parti della pasta stessa che vengono immerse in acqua quasi bollente per provare la sua elasticità e cioè la sua filatura. Segue un operazione caratteristica consistente nella formazione di una specie di cordone che viene plasmato fino a raggiungere la forma voluta. Si procede, quindi alla chiusura della pasta all'apice di ogni singolo pezzo, immergendo la parte velocemente in acqua bollente e completando l'operazione a mano. Le forma così plasmate vengono immerse prima in acqua di raffreddamento e poi in salamoia per la salatura che avviene per immersione ed, in relazione al peso, per un periodo di tempo variabile. Tolte dalla salamoia, le forme vengono legate a coppia con appositi legacci, e sospese a delle pertiche di stagionatura, la cui durata minima è di 30 giorni, e la successiva marchiatura a fuoco. La forma puo essere ovale, o a tronco conica, con sottile, liscia, di marcato colore paglierino; la pasta è omogenea e compatta con un sapore aromatico, piacevole molto delicato e tendenzialmente al dolce quando il formaggio è giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata.

Consigli :

Per la degustazione: Per gustare al meglio il Caciocavallo Silano è necessario toglierlo dal frigo almeno un ora prima affinche possa esprimere tutta la sua fragaranza.

Per la conservazione: Dopo l'acquisto il Caciovallo Silano và avvolto preferibilmente con un telo di canapa o cotone, freco di bucato, affinchè possa continuare la sua stagionatura e conservato nella parte meno fredda del frigorifero.

Fonte: Consorzio di Tutelela del Caciovallo Silano DOP - Via Forgitelle sn - Camigliatello (CS)

Il Caciocavallo Podolico



Nella zona di Viggiano e della Val d’Agri è diffuso l’allevamento della vacca Podolica, una razza rustica, pare originaria dell’Ucraina, introdotta al seguito delle invasioni barbariche, resistente, che si adatta molto bene all’ambiente montano del sud-Italia. D’inverno si adatta molto bene alla vita all’aperto e alle basse temperature e partorisce i vitelli nella neve.

Dalla mucca podalica, rigorosamente allevata al pascolo brado, si ottiene un latte dalle superbe qualità organolettiche, molto particolare e di qualità eccellente, ricco di grassi e proteine dall’elevata attitudine alla caseificazione, con il quale si produce il caciocavallo.
Questo nome deriva dal fatto che le forme di formaggio vengono appese per la stagionatura, legate a coppia, a cavallo di un sostegno.

Il Caciocavallo Podolico di Viggiano si presenta in forma tondeggiante, ha una caratteristica crosta liscia e sottile, che s’ispessisce durante la maturazione. La pasta, morbida ed uniforme, di colore giallo paglierino, dopo appena tre mesi di stagionatura è già ottima da mangiare. Con il passare del tempo la pasta diventa sempre più dura e con strati che si sfogliano. Il sapore che dapprima è dolce, diventa piccante e delicato dopo qualche tempo, caricandosi di tutti gli aromi ed i profumi apportati dalle erbe selvatiche di cui le vacche Podoliche si nutrono al pascolo brado e il formaggio diventa perfetto intorno ai tre anni.
La produzione è concentrata principalmente nel periodo primaverile ed estivo quando gli animali sono all’alpeggio e partoriscono i vitelli.

Se ben stagionato, il caciocavallo podolico può essere servito come antipasto, con salumi, abbinato ad un rosato di corpo o ad un bianco robusto (Greco di Tufo o Fiano di Avellino) oppure a conclusione del pranzo con un rosso ben strutturato quale il DOC Terre dell’Alta Val d’Agri.

Per chi volesse comprare on-line nel ns negozio:



Caciocavallo Silano;
Caciocavallo Podolico;
Caciocavallo Lucano.

Prodotti Tipici Vallo Di Diano e Cilento, BuoniaTavola, formaggi.

venerdì 28 dicembre 2007

Gli ultimi 15 giorni foto (Parte 1)

Come promesso di seguito la prima trance di alcune foto dei posti e degli avvenimenti degli ultimi quindici giorni.

Le prime foto sono del paesaggio di Pertosa (Salerno), piccolo paesino ai margini del Vallo di Diano, famoso per il suo Carciofo Bianco e per le Grotte Dell'Angelo.

In questo giorno siamo andati proprio a Pertosa a ritirare presso alcune aziende agricole facenti parte del Consorzio Carciofo Bianco di Pertosa proprio Prodotti Tipici come il Carciofo Bianco, Olive Schiacciate, Patè di Zucca, Confettura di Pere Cotogne di Caggiano e altre prelibatezze che nel nostro piccolo negozio sono letteralmente andate a ruba.

Prossimamente visto il successo ottenuto, sarenno disponibili anche on line.







Altro prodotto che abbiamo ritirato sono state le Castagne di Petina al Rum della Sig.ra Cirone, anche qui nei cesti di prodotti tipici del Cilento & Vallo di Diano non sono mai mancate.















Veniamo al terzo viaggio a 120 Km da Polla, circa 1 ora e 45 minuti di macchina a Stio, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento & Vallo Di Diano, a ritirare la mitica Soppersata di Gioi

















Le foto con gli mucche, cavalli, pecore sono state scattate percorrendo le strade per raggiungere le varie destinazioni.

Al prossimo post...