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giovedì 8 novembre 2012
Buoni a Tavola ci manchi !
Tanti Vini e Prodotti Tipici Lucani e Campani come farne a meno ? Buoniatavola.it quante persone sentono la mancanza ? Ogni giorno anche se ormai sono trascorsi tre anni dalla chiusura, incontriamo persone che ci chiedono di riaprire, dove trovare il nostro caciocavallo lucano, la nostra soppersata di Gioi, i nostri aglianici e falanghine, i carciofi bianchi di pertosa, il provolone del monaco, i nostri bellissimi cestini natalizi ecc..ecc..
Buoni a Tavola manca anche a noi, e non nascondiamo la voglia di tornare, ma dipende da tante cose, comunque non è detto che...
Fa comunque piacere avere tanti riscontri positivi anche a distanza di tanto tempo. Grazie a tutti e se avremo novità vi aggiorneremo immediatamente.
Buoni a Tavola Vini e Prodotti Tipici Lucani e Campani
La Bottega dei Prodotti Tipici del Cilento e Vallo Di Diano
Michele L.
martedì 9 giugno 2009
Grazie a tutti
Abbiamo venduto tutto.
Così si conclude la nostra esperienza commerciale nel settore vini e prodotti tipici.
Un sentito ringraziamento a quanti in questi tre anni ci sono stati vicini.
Buoniatavola finisce qui. Gli acquirenti cambieranno nome, marchi e sede.
Un caloroso in bocca al lupo a MD e company.
Così si conclude la nostra esperienza commerciale nel settore vini e prodotti tipici.
Un sentito ringraziamento a quanti in questi tre anni ci sono stati vicini.
Buoniatavola finisce qui. Gli acquirenti cambieranno nome, marchi e sede.
Un caloroso in bocca al lupo a MD e company.
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mercoledì 1 aprile 2009
Vendo e-commerce BuoniaTavola.it - La bottega dei vini e Prodotti Tipici
Vendo sito e-commerce: www.buoniatavola.it.
Il pacchetto include: tra le altre cose:
• dominio: buoniatavola.it (PR.3) posizionato nei motori di ricerca per la maggior parte delle parole chiave di interesse (bottega prodotti tipici, enogastronomia, fiordilatte, mozzarelle vini lucani e campani, prodotti tipici cilento e vallo di diano, caciocavallo lucano, salumi, formaggi, soppesata di gioi, ecc..);
• piattaforma di e-commerce ottimizzata per motori di ricerca e di facile utilizzo;
• contenuti testuali e fotografici.
Prezzo complessivo: 9.000,00 Euro
Vendo anche avviata attività commerciale Enogastronomia BuoniaTavola con sede a Polla centro in Via Lungofiume Tanagro (SA). Circa 300 etichette di vini nazionali, 4 linee per il vino sfuso, salumi, latticini e circa 200 referenze di prodotti tipici lucani e campani.
Prezzo 25.000,00 Euro
Per info e maggiori informazioni: info@buoniatavola.it
Il pacchetto include: tra le altre cose:
• dominio: buoniatavola.it (PR.3) posizionato nei motori di ricerca per la maggior parte delle parole chiave di interesse (bottega prodotti tipici, enogastronomia, fiordilatte, mozzarelle vini lucani e campani, prodotti tipici cilento e vallo di diano, caciocavallo lucano, salumi, formaggi, soppesata di gioi, ecc..);
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Prezzo complessivo: 9.000,00 Euro
Vendo anche avviata attività commerciale Enogastronomia BuoniaTavola con sede a Polla centro in Via Lungofiume Tanagro (SA). Circa 300 etichette di vini nazionali, 4 linee per il vino sfuso, salumi, latticini e circa 200 referenze di prodotti tipici lucani e campani.
Prezzo 25.000,00 Euro
Per info e maggiori informazioni: info@buoniatavola.it
lunedì 9 marzo 2009
Dimmi la verità, un sito e-commerce conviene ?
Leggevo in rete la domanda di un produttore di vino che si chiedeva se un canale di vendita in internet conviene e se si, come bisogna impostare un buon sito e-commerce.
Senza dilungarmi molto di seguito riporto a mio modesto avviso gli errori da non commettere:
- fare la domanda alle persone sbagliate; infatti se lo chiedi a chi dietro quella risposta ha solo interessi commerciali, onesto o meno, ti dirà sempre si. Mi riferisco a consulenti esperti di vendite in rete, concessionari di pubblicità on line, webmaster, siti sponsor, ecc.
- credere che si facciano utili velocemente; insomma se non hai da vivere, prima che internet ti ripaghi dei soldi spesi ce ne vuole di tempo….
- spendere molto. Spendere per l’e-commerce, il giusto, partire magari anche con un software che costa poco, se poi le cose iniziano a girare si può trasferire il tutto su una soluzione più onerosa e anche più performante.
- realizzare un sito che contenga di tutto. Sito semplice e lineare, curare bene l’immagine e soprattutto i dettagli; il popolo della rete, non potendo avere altri riferimenti guarda essi per farsi un idea di chi ha di fronte;
- limitarsi al negozio, ma affiancare al negozio un blog, su cui racconti come faresti in un negozio fisico ai tuoi clienti le tue esperienze.
- sprecare risorse economiche in pubblicità, link a pagamento,consulenze, e altro. Questo non significa non spendere, ma fissarsi un budget di costi e di benefici attesi, seguirlo scrupolosamente e se i risultati vengono, bene, in caso contrario darsi una regolata, altrimenti in poco tempo spenderai i risparmi di un vita dietro “il nulla”.
- fidarsi clienti gentilissimi telefonicamente che ti fanno di ordini importanti. Và tutto bene se pagano, ma se ti chiedono una dilazione, non fidarti dell’impressione che hai avuto dalle conversazioni telefoniche, ma prendi tutte le dovute attenzioni.
- affidarsi al 100% ad un web-master. Impara a far da solo il massimo. Affidati a lui solo quando proprio non riesci.
- copiare o ispirarsi agli altri. Guardare gli altri cosa fanno e come, capire, analizzare, ma poi calarsi nella propria realtà e proporre se stessi, devi vendere te, la tua idea, il tuo prodotto.
- buttarti giù se le cose non vanno come sperato. Insomma anche se tu ci hai messo tutto te stesso, pazienza, in rete e nel commercio tradizione non tutti quelli che ci provano fanno affari, altrimenti sarebbe semplice e lo farebbero tutti.
Senza dilungarmi molto di seguito riporto a mio modesto avviso gli errori da non commettere:
- fare la domanda alle persone sbagliate; infatti se lo chiedi a chi dietro quella risposta ha solo interessi commerciali, onesto o meno, ti dirà sempre si. Mi riferisco a consulenti esperti di vendite in rete, concessionari di pubblicità on line, webmaster, siti sponsor, ecc.
- credere che si facciano utili velocemente; insomma se non hai da vivere, prima che internet ti ripaghi dei soldi spesi ce ne vuole di tempo….
- spendere molto. Spendere per l’e-commerce, il giusto, partire magari anche con un software che costa poco, se poi le cose iniziano a girare si può trasferire il tutto su una soluzione più onerosa e anche più performante.
- realizzare un sito che contenga di tutto. Sito semplice e lineare, curare bene l’immagine e soprattutto i dettagli; il popolo della rete, non potendo avere altri riferimenti guarda essi per farsi un idea di chi ha di fronte;
- limitarsi al negozio, ma affiancare al negozio un blog, su cui racconti come faresti in un negozio fisico ai tuoi clienti le tue esperienze.
- sprecare risorse economiche in pubblicità, link a pagamento,consulenze, e altro. Questo non significa non spendere, ma fissarsi un budget di costi e di benefici attesi, seguirlo scrupolosamente e se i risultati vengono, bene, in caso contrario darsi una regolata, altrimenti in poco tempo spenderai i risparmi di un vita dietro “il nulla”.
- fidarsi clienti gentilissimi telefonicamente che ti fanno di ordini importanti. Và tutto bene se pagano, ma se ti chiedono una dilazione, non fidarti dell’impressione che hai avuto dalle conversazioni telefoniche, ma prendi tutte le dovute attenzioni.
- affidarsi al 100% ad un web-master. Impara a far da solo il massimo. Affidati a lui solo quando proprio non riesci.
- copiare o ispirarsi agli altri. Guardare gli altri cosa fanno e come, capire, analizzare, ma poi calarsi nella propria realtà e proporre se stessi, devi vendere te, la tua idea, il tuo prodotto.
- buttarti giù se le cose non vanno come sperato. Insomma anche se tu ci hai messo tutto te stesso, pazienza, in rete e nel commercio tradizione non tutti quelli che ci provano fanno affari, altrimenti sarebbe semplice e lo farebbero tutti.
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venerdì 6 marzo 2009
Mangiare bene, spendere poco, aiutare l'ambiente e l'economia locale.

Di seguito pubblichiamo un articolo di Repubblica, che sposa in pieno la nostra filosofia. Lasciando un attimo da parte i cibi di lusso, tipo “ostriche e caviale” possiamo scegliere ogni giorno tra un formaggio del contadino e uno del discount, un salume artigianale e un altro industriale con coloranti e conservanti, una pasta artigianale fatta con grano scelto, magari italiano e una pasta che non sappiamo bene da dove viene. La differenza di prezzo fa anche differenza di qualità, e molto spesso prodotti scadenti ci portano poi a dover spendere altri soldi. Ne avevamo parlato anche in un post precedente ricordate ?. Se poi consumiamo prodotti di qualità tipici del nostro territorio, faremo bene anche all’ambiente (trasporti brevi significano poco inquinamento), e sosterremo lo sviluppo delle piccole imprese agricole e non del nostro territorio. Infine terremo in vita le tradizioni regionali che ci sono state tramandate.
Ecco l’articolo, buona lettura.
“Mangiare bene non costa caro. Se l’unica alternativa in tempi di crisi è andare al fast food o comprare i prodotti di bassissima gamma nei discount, significa che forse abbiamo problemi più gravi e radicati della crisi stessa. Cercare di rimediare alle difficoltà di bilancio mettendo nel proprio piatto - e in quello dei propri familiari - dei cibi non buoni, che alla lunga non fanno bene, e che sono parte integrante di quel sistema consumistico che, a ben vedere, è la causa principale dei nostri mali economici, non è la soluzione.
Anche perché altri modi di comportarsi ci sono, e a scanso di equivoci sgombriamo subito il campo dai prodotti di alta gamma, quelli che effettivamente sono un lusso. Pensiamo invece al cibo quotidiano: a una buona carne, a un buon pesce, a buone verdure. Il cibo di tutti i giorni, e pure il pasto occasionale fuori casa, può essere consumato a prezzi anche molto bassi senza rinunciare alla qualità e facendosi del bene, sia in termini di salute personale sia in termini di salute pubblica. Bisogna però lasciarsi alle spalle il pregiudizio che il cibo buono sia una cosa elitaria e soprattutto cercare di fare due operazioni: ricercare la qualità fuori dal sistema consumistico e riscoprire le buone pratiche domestiche e gastronomiche.
Per come si è strutturato, il sistema industriale alimentare butta via una quantità di cibo paragonabile a quella che produce. è il sistema dello spreco: in tutta la filiera non si fa altro che perdere delle occasioni per risparmiare, e non si creda che chi ci rimette sia poi l’industriale sprecone. Siamo noi ad accollarci tutti i costi: i danni all’ambiente, i costi della sanità e delle medicine per rimediare a diete sballate, a prodotti poco salutari, ricchi di sali, conservanti, aromi di sintesi, grassi “cattivi” che il nostro corpo fa fatica ad assimilare. Ci sono i costi di trasporti dissennati e inquinanti, i costi dei sussidi a un’agricoltura industriale che altrimenti sarebbe al collasso.
Paghiamo il fatto che vengano buttate via 4 mila tonnellate al giorno di cibo commestibile nella sola Italia: perché alimenti di più bassa qualità hanno una durata più breve, perché il sistema di distribuzione da questo punto di vista non è efficiente. Inoltre produciamo tonnellate di rifiuti con gli imballaggi: altri costi per la società, per noi. Mangiando un hamburger di bassa qualità a un euro crediamo di aver risparmiato, ma non è così. Il resto lo paghiamo con le tasse, e se quella dieta ci fa male lo pagheremo anche in medicine: il conto alla fine è salato, molto salato...Uscire dal sistema significa cercare canali di distribuzione alternativi, che non generino tutto questo spreco e questi costi collettivi. è un vantaggio diretto anche sul prezzo: in ogni città ci sono mercati in cui si può comprare direttamente dai contadini a prezzi vantaggiosi, e con una qualità migliore. Sarebbe poi sufficiente rispettare la stagionalità dei prodotti. In stagione frutta e verdura costano meno. Sfido chiunque a dire che, per esempio, i cavoli sono cari. In un mercato della mia città, dove ancora ci sono i contadini, li ho trovati a 0,60 euro al chilo. Magari sono stato fortunato, ma chi cerca trova. Sono freschi, sono nutrienti e soprattutto a saperli cucinare c’è da sbizzarrirsi. Su un mio libro di cucine regionali ci sono trenta ricette con i cavoli, e in molti casi calcolando il prezzo a porzione si arriva a cifre irrisorie.
Per frutta e verdura, poi, si può anche evitare la fatica di andare al mercato: ci sono i Gas, i gruppi di acquisto solidale sempre più diffusi in tutta Italia, e anche cooperative di produttori che consegnano la merce direttamente a casa. Per restare nel mio Piemonte, la cooperativa “Agrifrutta da te” consegna ogni settimana per 10 euro una cassetta tra 6 e 7 kg di frutta e verdura di stagione coltivata localmente secondo i criteri dell’agricoltura integrata. Consegna a domicilio anche a Torino, ed è stato calcolato che la stessa identica spesa acquistata al mercatino rionale costa circa un euro in più, e dal fruttivendolo anche 3 euro in più al chilo.
Ma non si tratta solo di saper fare la spesa: con le buone pratiche domestiche e gastronomiche si potrebbe risparmiare. Ad esempio non c’è educazione sui tagli animali. La perdita di artigianalità nella macellazione, ormai ridotta a una catena di smontaggio in grande scala a colpi di seghe e seghetti, fa sì che una consistente parte della carne consumabile vada perduta. I tagli meno nobili non sono più richiesti perché si è persa la capacità e la voglia di cucinarli: il consumatore è malato di filetto.
La Granda, un’associazione cuneese che opera da anni nell’allevamento sostenibile di bovini di razza piemontese, ha per esempio deciso di vendere tutto, ma proprio tutto, dei loro animali: per far sì che gli allevatori possano guadagnare il massimo, ma tutto ciò si traduce anche in un risparmio per noi. Mi dicono che buttano via soltanto le corna e gli zoccoli degli animali, impiegano anche il quarto anteriore (i muscoli del collo, della pancia, della spalla, dello sterno e il costato) e il cosiddetto “quinto quarto”, ovvero testa, coda, organi interni addominali e toracici, sangue e zampe. Ne sono nati dei prodotti come un hamburger (1,15 euro l’uno), la galantina, un’anti-carne in scatola (fatta con guancia, zampe lingua e coda), delle monoporzioni di brodo, dei ragù e dei paté. Un quinto dei loro prodotti sono piatti pronti, tutti senza conservanti e con una materia prima di qualità eccellente, molto gustosa e, secondo una tesi di laurea in medicina dell’Università di Torino, anche dai valori nutrizionali migliori di una normale carne di bovino.
Se la carne migliore della Granda, un taglio pregiato di bovino femmina, costa effettivamente - e giustamente per com’è allevata - più di 20 euro al chilo, cioè di più della sua analoga prodotta con metodi poco sostenibili, per un taglio di polpa di bovino maschio, comprato direttamente dagli allevatori, macellato in modo che non si sprechi nulla, avendo un prodotto di qualità decisamente superiore e che si conserva più a lungo, si può arrivare intorno ai 10 euro. Sarà sufficiente saperlo cucinare, magari in umido o con una cottura lenta, per ovviare al fatto che la carne del maschio è meno tenera di quella della femmina. Se assumiamo che una porzione normale di carne sia di 80-100 grammi (in Italia si consumano mediamente 5 chili di carne alla settimana), il prezzo di quella porzione andrà dunque da uno a due euro a seconda della qualità che scegliamo. E stiamo parlando di bovini allevati con i guanti.
Lo stesso tipo di mancanza di educazione gastronomica si sente per i pesci: pensiamo a quelle specie che sono pescate e ributtate in mare perché non hanno mercato. Tutti vogliono l’orata e il branzino perché non hanno idea di dove iniziare a cucinare le altre specie, per esempio il pesce azzurro: buono, gustoso, salutare, ma leggermente più difficile da preparare. E il pesce azzurro costa veramente poco.
Un’altra cosa di cui non siamo più capaci è la conservazione dei cibi: ricordo che in estate dalle mie parti, nei cortili, era tutto un ribollire di grandi pentoloni, in cui si preparavano le conserve. I pomodori erano colti in stagione, al meglio della loro maturazione, e i profumi che si sprigionavano, e che venivano chiusi nei barattoli per poi essere consumati d’inverno erano strepitosi. Oggi d’inverno vogliamo i pomodorini che arrivano da chissà dove, sono cari e poveri di gusto. Costerà tanto di più un vasetto di passata fatto in casa?
Tutte queste buone pratiche, queste accortezze e questo bagaglio di creatività popolare, sono state quasi abbandonate, ma si potrebbero tradurre in risparmio, in soldi veri. Se non siamo più disposti a cucinare, a cercare i prodotti buoni e vicini, coltivati appena fuori città e di stagione, che ci possono realmente costare meno, non possiamo poi lamentarci del fatto che il cibo è caro. E se proprio vogliamo concederci un pasto fuori, anche qui la tradizione italiana è molto generosa. Un panino con la milza a Palermo, un panino con il lampredotto a Firenze, un cartoccio di pescetti fritti a Genova si aggirano tutti sui due euro. Per poco di più si può mangiare una buona pizza a Napoli o un buon piatto di pasta nelle tante trattorie low cost che ci sono ancora nelle nostre città e nei nostri paesi.
Non è vero che mangiare bene costa caro: non sappiamo più come si fa. In sprezzo a una tradizione gastronomica, quella regionale italiana, che ha creato dei capolavori di ricette partendo dal poco che si aveva a disposizione in casa, e cioè da un unico grande assunto: la fame.”
Autore: Carlo Petrini
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martedì 25 novembre 2008
Natale 2008 - La crisi, soprattutto mediatica

Oggi manca giusto un mese a Natale.
Commercialmente parlando, Natale rappresenta un momento importantissimo dell’anno, nel settore alimentare di D.O e GDO puo’ valere anche il 25-30% del fatturato annuo. In enogastronomie e negozi specializzati sulle confezioni regalo, tipo il nostro questa percentuale cresce ancora più dal 40 al 50%, e anche oltre.
Questo numero spiega chiaramente che un “brutto Natale” pregiudica tutto l’anno. E si se in un mese si vende quanto in altri 11, capirete bene che se questo mese và male, anche gli altri 11 risultano irrimediabilmente negativi.
Quest’anno c’è paura tra i commercianti. Paura per la crisi. Ma vogliamo approfondire meglio questo concetto. La crisi del 2008, rispetto a quella del 2007 è diversa in quanto è mediatica. Esattamente, nelle tasche degli Italiani non è che siano meno soldi dello scorso Natale, anzi forse qualche euro in più c’è, (non fosse altro che il Gasolio stamane stava 1,14 Euro Cent contro 1,40 dell’anno scorso, e che non paghiamo più l’Ici….), insomma la situazione è pressoché simile, ma i media hanno deciso di cavalcare l’onda e quindi Crisi, Crisi, e solo Crisi.

Questa informazione a mio avviso è faziosa, tende a rappresentare uno scenario più grigio di quanto lo sia, per meglio sottolineare poi gli interventi che il Governo metterà in atto. Attenzione non voglio assolutamente scivolare in politica, ma di certo tutto questo parlare di crisi, di previsioni di vendita negative anche per gli anni a seguire, di certo non invoglia gli indecisi, quelli che qualche Euro lo avrebbero speso…
Siamo di parte è vero, ma se segna il passo in maniera marcata il commercio (inteso globalmente) la giostra si ferma davvero.
Con dei colleghi abbiamo parlato, e la maggioranza metterebbe la firma a vendere anche il 5-10% in meno dello scorso anno.
Poi ci sono quelli che credono in una crescita, e questo proprio grazie alla crisi. Insomma la teoria è più o meno questa: Proprio perché c’è la crisi, il consumatore fa rinunce ogni giorno, allora aspetta le feste per fare l’eccezione. Insomma nell’anno si arrangia, si tira, ma per le feste si cerca di soddisfare al meglio i desideri.

Di diverso parere l’Associazione contribuenti Italiani che prevede invece un calo dei consumi di circa il 18,5% rispetto allo scorso anno. Le voci che registrano previsioni di spesa in aumento sono unicamente i prodotti hi-tech, mentre stabili resteranno gli acquisti alimentari a dimostrazione che gli italiani non intendono rinunciare al classico cenone, nonostante la forte crisi economica che attanaglia tutti i settori e la recessione.
Nello specifico questo anno i consumi per settore registreranno le seguenti variazioni rispetto al 2007:
• giocattoli – 14,3%
• abbigliamento: - 21,7%
• divertimento: - 22,5%
• libri e musica: - 18,3%
• alimentare: 0
• hi tech: + 9,2%
• gioielli: - 16,3%
• viaggi: - 21,9 %
• accessori per la casa: - 16,8%
Pur acquistando meno, i consumatori nel prossimo Natale spenderanno di più.
La previsione di spesa tra alimentari, regali, viaggi, accessori per la casa, ecc, è infatti, di 260 euro a cittadino, 10 euro in più rispetto al 2007.
La spiegazione risiede nel forte incremento di prezzi in tutti i settori, specie nell’alimentare, il che comporta che a fronte di una riduzione dei consumi si continuerà comunque a spendere di più.
Andando nel dettaglio, solo i prodotti hi-tech fanno registrare un segno positivo poiché sono gli unici per i quali i prezzi sono calati sensibilmente, grazie alle continue innovazioni tecnologiche che rendono i prodotti subito obsolescenti.
Comunque noi in negozio siamo pieni, abbiamo creduto in un Buon Natale, abbiamo tante cose nuove e buone, se interessati ne parlavamo tempo fà in questo post.
Speriamo quindi che si sbaglino, speriamo che questo Natale sia proprio l’inizio di una ripresa, anche piccola, speriamo che esso contribuisca anche a immettere un po’ di positivismo in più nelle persone, aziende, e in tutto il sistema economico.
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mercoledì 29 ottobre 2008
Prodotti Tipici & Vini dell'enogastronomia BuoniaTavola
Perché scegliere di fare la spesa da BuoniaTavola ?.
Perché siamo alla ricerca continua dei prodotti migliori del nostro territorio e siamo in grado di offrirli a prezzi competitivi, ritirando direttamente dai produttori;
Perché da noi non esistono conservanti, coloranti, produzioni di fabbrica, tutto è artigianale del suo colore naturale, per fare un esempio su tutti , la nostra mozzarella và mangiata entro 5 giorni e non 30 come quella al supermercato.
Vi basterà venirci a trovare una sola volta per capirlo e poi non ci lascerete più.
In sintesi e disordinatamente ecco cosa troverete :
• Carciofo Bianco di Pertosa, patè e carciofini sott’olio;
• Fagioli IGP di Sarconi;
• Peperone Secco di Senise;
• Pecorino Canestrato di Moliterno;
• Cacioricotta del Cilento Agriturismo Erbanito, Ricotta salata, Pecorino, Caciocavallo Podolico;
• Salsiccia Lucanica dolce e piccante;
• Soppesata di Gioi;
• Aceto Balsamico di Modena Leonardi e Mazzetti;
• Baci di Dama, Amaretti, Panettone Artigianale Pasticceria Rippa.
• Fico Bianco Dottato del Cilento DOP, secchi al forno con mandorle Santomiele, secchi al forno con mandorle e bucce di limoni di Cooperativa Nuovo Cilento;
• Caffè 100% arabica, Passalacqua e Greco;
• Verdure in Olio Extravergine Masseria Maida, broccoletti, peperoncini farciti al tonno, pomodori secchi, zucca, asparagini selevatici, carciofini e asparagini;
• Verdure in Olio Extravergine di Oliva, Masseria Mirogallo, Melanzane a fette, Olive alla Contadini, Funghi Cardoncelli, Peperoncino
• Tartufi Urbani, Patè, Tartufi Estivi interi, Salse Tartufate e olio Tartufato, Cioccolatini al Tartufo, Pasta al Tartufo
• Pasta di Gragnano, Faella e Fabbrica della Pasta di Gragnano
• Olive verdi, nere e lupini;
• Salumi al cinghiale e alla bufala di Paestum;
• Confetture, mirtilli, fichi d’india, arancie, mele e pere, fichi, cipolla e zenzero, pere e noci, ciliegie, albicocche, Crema alla nocciola di per Boschi e Contrade di Sarconi o di Masseria Maida;
• Miele millefiori, acacia, castagno, timo, eucalipto, trifoglino Leonardo di Oliveto Citra
• Colatura di Alici di Cetara, Tonno di cetara, Pesto Cetarese, Filetti di alici al naturale o con Capperi
• Provolone del Monaco;
• Provolone affinato in Fieno, Provolone affinato in bucce di Aglianico;
• Caciocavallo Lucano con Caglio di Capretto e 6/8 mesi di stagionatura;
• Caciocavallo Silano, Caciocavallo dell’Emigrante (con Soppesata Cilentana all’interno);
• Mozzarella di Bufala Campana DOP, Treccia di Fiordilatte, Bocconcini di Fiordilatte, Provola affumicata, Burro e burrini;
• Biscotti artigianali alle noci e cannella, brutti ma buoni, Tarallucci alla ciummusella, freselle, taralli al Naspro di Brienza;
• Liquirizie Amarelli;
• Olio extravergine Cilento DOP Biologico;
• Pastiglie Leone;
• Liquore e babà al rum e limoncello della Costiera DOP Piemme;
• Amaro Penna, Sassano;
• Liquore alle noci, castagne, carrube, finocchietto selvatico, mirto, liquirizia del Cilento;
• Grappe Barricate collezione Berta, Passiti del Cilento De concilis & Maffini, Passiti e Moscati di Pantelleria;
• Panettone, Roccoco’ Mostaccioli, Susanielli, di pasticceria artigianale F.lli Tropiano di Sassano;
• Articoli di artigianato in legno d’ulivo del Cilento (taglieri, vassoi, posate, cesti e spaselle) e piatti e tazzine della migliore Ceramica di Vietri (Falcone, Avallone, Pinto Solimene);
• Oltre 100 etichette di vini lucani e campani, (Campania : Feudi, Mastroberardino, Montevetrano, Villa Matilde, De Concilis, Maffini, Rotolo, Grotta del Sole, Alois, Vigne Irpine, Colli di Lapio, Casa D’ambra, Bios, Crogliano ecc..) (Basilicata: Cantine di venosa, Eubea, Terre dei RE, Cantine del Notaio,Paternoster, Consorzio del vulture, Elena Fucci, Risceglie, D’Angelo) e oltre 150 etichette di vini di tutt’Italia.
• Quattro linee per il vino sfuso;
• Birre Estere, Francia, Belgio, Scozia, Irlanda, Germania….
• Spumanti Berlucchi, Ferrari, Franciacorta, Prosecco, Champagne e moscati del Vulture e Brachetti.
….e poi per confezionare
Portabottiglie in legno, cuoio, bauli in legno, cuoio, cestini in vimini e cartone, casse in legno.
Vi aspettiamo
A Polla in via Lungofiume Tanagro, 45 aperto dal lunedì al sabato dalle 09.00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Giorno di Chiusura Giovedì Pomeriggio. Per tutto dicembre siamo aperti sempre anche la Domenica, oppure on-line a www.buoniatavola.it, consegne in tutt'Italia in 24h a soli Euro 8,90.
BuoniaTavola Enogastronomia
Rosa & Michele
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martedì 21 ottobre 2008
BuoniaTavola.it variazioni Spedizioni & Pagamenti
Siamo stati costretti ad effettuare le seguenti variazioni:
1 non accettiamo più pagamenti in contrassegno.
La decisione è nata dopo gli ennesimi ordini ricevuti e poi non ritirati del mese di settembre, ultimo tanto per citarne uno il Sig. Venturella Tonino, costatoci oltre 100,00 Euro.
Per noi è molto oneroso in quanto oltre ai costi di Spedizione e di restituzione dei pacchi, perdiamo anche gli imballi (polistirolo, ghiaccio, cartone) e nel caso di prodotti deperibili (salumi, formaggi) anche essi, che dopo due settimane non sono più vendibili.
Non possiamo più sostenere questa situazione, purtroppo per colpa di queste persone abbiamo deciso di sospendere questa modalità di pagamento. Ci auguriamo che essa non influisca sulle vendite che per la verità negli ultimi 6 mesi non sono poi andate tanto bene.
La seconda variazione riguarda le spese di Spedizioni.
In questo caso siamo costretti a dover aumentare le tariffe. Preferiamo aumentare le tariffe in maniera chiara e non incidere sui listini dei prodotti cercando di nascondere la variazione. Sottolineamo comunque che una spedizione in 24 h in Italia attualmente ci costa 15,00 Euro + 3,00 Euro di imballo.
A fronte di 18,00 Euro di Costi da oggi Vi addebiteremo le tariffe come di seguito indiacato:
Italia, 1° ordine inferiore a € 49,90 €12,90
Italia, 1° ordine superiore a € 49,90 €8,90
Italia, ordine successivo inferiore a € 99,00 €12,90
Italia, ordine successivo superiore a € 99,00 €8,90
Tutto qui, restiamo a Vs disposizione per qualsiasi chiarimento o necessità. Per chi ne avesse bisogno i nostri contatti sono:
Tel. 0975.399463
Fax 0975.399715
info@buoniatavola.it
www.BuoniaTavola.it
L’amministratore
Michele Lamanna
1 non accettiamo più pagamenti in contrassegno.
La decisione è nata dopo gli ennesimi ordini ricevuti e poi non ritirati del mese di settembre, ultimo tanto per citarne uno il Sig. Venturella Tonino, costatoci oltre 100,00 Euro.
Per noi è molto oneroso in quanto oltre ai costi di Spedizione e di restituzione dei pacchi, perdiamo anche gli imballi (polistirolo, ghiaccio, cartone) e nel caso di prodotti deperibili (salumi, formaggi) anche essi, che dopo due settimane non sono più vendibili.
Non possiamo più sostenere questa situazione, purtroppo per colpa di queste persone abbiamo deciso di sospendere questa modalità di pagamento. Ci auguriamo che essa non influisca sulle vendite che per la verità negli ultimi 6 mesi non sono poi andate tanto bene.
La seconda variazione riguarda le spese di Spedizioni.
In questo caso siamo costretti a dover aumentare le tariffe. Preferiamo aumentare le tariffe in maniera chiara e non incidere sui listini dei prodotti cercando di nascondere la variazione. Sottolineamo comunque che una spedizione in 24 h in Italia attualmente ci costa 15,00 Euro + 3,00 Euro di imballo.
A fronte di 18,00 Euro di Costi da oggi Vi addebiteremo le tariffe come di seguito indiacato:
Italia, 1° ordine inferiore a € 49,90 €12,90
Italia, 1° ordine superiore a € 49,90 €8,90
Italia, ordine successivo inferiore a € 99,00 €12,90
Italia, ordine successivo superiore a € 99,00 €8,90
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venerdì 17 ottobre 2008
Borsa Verde, Vallo Della Lucania 24,25,26 Ottobre

Impedibile il prossimo fine settimana l’appuntamento a Vallo Della Lucania con la Quinta Edizione della Borsa Verde.
La Borsa Verde dei territori rurali europei è il luogo in cui s'intrecciano natura, arte, gastronomia e cultura. Un percorso ideale attraverso i piccoli centri rurali dell'area curo-mediterranea volto a dare voce a luoghi, sapori e stili di vita da sempre gelosamente custoditi.
L'offerta espositiva selezionata, rappresentata da enti pubblici e privati, parchi e aree protette, agenzie di viaggio e di incoming, risponde agli attuali trend del mercato turistico, sempre più orientato alla promozione del settore rurale.
La presenza dell'Enit, garantisce la partecipazione dei più qualificati operatori del settore, provenienti dai principali mercati esteri, interessati al contatto diretto con i rappresentanti di aziende ed istituzioni dell'offerta locale.
BUYERS – 28 i buyers nazionali ed internazionali che, dopo attenta selezione, sono stati accreditati al workshop. Essi provengono da Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Olanda, Usa.
Organizzazione dell’evento:
WORKSHOP – Il momento più alto della Borsa Verde è l'incontro tra i Tour Operator del Turismo Verde e le aziende del Settore. Partecipanti: Tour Operator, Agente di Viaggio, Consorzio Turistico, Operatori della domanda e dell'offerta. La contrattazione avverrà liberamente, sulla base delle preferenze degli operatori dell'offerta (sellers) che potranno incontrare gli operatori della domanda (buyers) presso le singole postazioni dell'Area Workshop. Le contrattazioni avranno una durata massima di 10 minuti. Presso i desk dell'Area Workshop saranno presenti, a titolo gratuito, interpreti di lingua inglese, francese e tedesco.
CONVEGNI e SEMINARI – Caratterizzeranno la tre giorni di Vallo della Lucania: vi parteciparanno, tra gli altri, il Ministro per l'attuazione del programma di Governo On. Gianfranco Rotondi; il Sottosegretario al Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali On. Antonio Buonfiglio; il Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati On. Paolo Russo; il componente la Commissione Agricoltura Camera dei Deputati On. Nicodemo Oliverio.
CHI PARTECIPA – Alla Borsa Verde partecipano Enti nazionali e regionali di promozione del territorio; Consorzi e Associazioni di categoria; Aziende Agrituristiche; B&B e Ospitalità diffusa; Operatori professionali nazionali e internazionali ; Agenzie di viaggio e Tour Operator; Incentive house e Agenzie di incoming; Parchi nazionali e regionali, Oasi e Aree protette; Associazioni naturalistiche e sportive; Stampa ed editoria speciliazzata; Enti ed istituzioni di formazione.
VISITE GUIDATE – Rappresentano la maggiore attività collaterale: sono sperte le iscrizioni ai seguenti 5 itienrari:
1° Itinerario – Le fabbriche del gusto "Sapori della terra" Borgo di Rutino Dimore storiche: palazzi Rinaldi e Lombardi, Chiesa di San Michele, Museo e archivio Parrocchiale. Viticoltori De Concillis – Industria vitivinicola – Prignano Cilento Cantina Barone – azienda vitivinicola – Rutino Prignano Cilento – degustazione.
2° Itinerario – "Tecnica e Natura" Prignano Cilento: Oasi fiume Alento Diga e lago dell'Alento con sosta per visita e degustazione.
3° Itinerario – "Viaggio nella Storia" Borgo di Roccadaspide: Castello Feudale "Filomarino" , Coop. Agricola "Il Marrone" con sosta per visita e degustazione.
4° Itinerario – "Tesori Nascosti" Borgo di Pisciotta - Osservatorio Nazionale di Arte contemporanea del Mediterraneo con sosta per visita e degustazione.
5° Itinerario – "Arte e Memoria" Padula: Borgo, Musei dei Presepi, Sacrario dei Trecento, la Casa natale di Joe Petrosino, Certosa di San Lorenzo, con sosta per visita e degustazione.
ENOTECA PROVINCIALE - Nasce nel 2003 come progetto istituzionale di enoteca "itinerante", vera e propria vetrofania delle eccellenze delle produzioni vitivinicole tipiche del salernitano. La sua prima apparizione pubblica, in uno stand dedicato, avvenne in seno alla I^ Edizione della Borsa Verde dei Territori rurali Europei a Vallo della Lucania e da allora, presenziando le fiere di settore più importanti, contribuisce a rinforzare l'immagine di un territorio dinamico ed eccellente nella produzione del prodotto che è l'emblema della sua ruralità. Attualmente l'Enoteca si compone di 25 aziende vitivinicole salernitane tra cui spiccano nomi di fama internazionale. In occasione della V Borsa Verde dei Territori Rurali Europei, la Provincia di Salerno - Enoteca Provinciale in collaborazione con l'AIS Campania, offrirà ai visitatori della fiera cilentana un percorso di degustazione guidata che prevede, per gran parte delle aziende un approfondimento su diverse annate. Per ogni degustazione è previsto un approccio all'analisi sensoriale del vino, finalizzato alla conoscenza e valorizzazione dei vini della provincia di Salerno. Le prenotazioni per essere valide dovranno pervenire all'indirizzo email enoteca_provinciale@borsaverde.com, entro e non oltre le ore 12 del giorno 20/10/2008 (Si specifica che per ogni laboratorio sono disponibili solo 20 posti).
OUTDOOR – Le attività sportive non agonistiche che si svolgono a stretto contatto con la natura saranno: trekking, tiro con l'arco, parapendio, equitazione, mountain bike, canoa, free climbing e tanti altri. In queste discipline sportive il risultato agonistico passa quasi in secondo piano rispetto al piacere di godere di una giornata passata muovendosi per boschi, prati e sentieri di montagna. Tali attività costituiscono ormai il necessario complemento di ogni impresa turistica legata alla natura. Sono molte infatti le aziende agrituristiche che offrono ai propri ospiti la possibilità di praticare almeno una di tali attività. Ecco perché all'interno del programma della Borsa non poteva mancare una particolare attenzione a tale settore. Nell'ambito della Borsa Verde, è stata quindi allestita una speciale sezione denominata "Outdoor Village- Out in the Nature", che prevede la partecipazione di alcune associazioni e società sportive della nostra Provincia operanti in tale settore, le quali, oltre a disporre di punti espositivi per illustrare le proprie attività, allestiranno nelle aree aperte della Fiera, uno spazio permanente dove i visitatori potranno sperimentare di persona le diverse attività proposte: andare a cavallo, tirare con l'arco, giocare a golf, ecc.
PREMIO CILENTO – Il Premio Cilento 2008 è destinato ai giornalisti autori dei migliori articoli pubblicati in merito al territorio rurale salernitano ed alle sue particolarità. L'edizione 2008 si prefigge i seguenti obiettivi: individuazione, attraverso la sensibilità dei giornalisti partecipanti, delle nuove possibili vocazioni turistiche del territorio; divulgazione in ambito nazionale dell'immagine della Borsa Verde al fine di fare del Cilento il luogo 'cult' per tutti gli amanti del turismo rurale; individuazione delle professionalità emergenti del giornalismo turistico, consolidando contestualmente il rapporto con le professionalità 'storiche' del giornalismo turistico. I Premi saranno consegnati in occasione della V edizione della Borsa Verde dei Territori Rurali Europei.
FESTA DELLA PIZZA - Anche per quest'anno si rinnova l'appuntamento con la Festa della pizza. Nello spazio verde antistante i padiglioni della Fiera sarà allestito uno stand dall'associazione "Viva Città" che proporrà la degustazione della pizza al costo di € 1,50.
Fonte: Comunicato stampa
Maggiori info: www.borsaverde.com
lunedì 4 agosto 2008
Blog oltre 10.000 visite Grazie, Grazie, Grazie
Abbiamo messo giù il primo post poco più di un anno fà. E' con grande soddisfazione che in questo fine settimana abbiamo sfondato quota 10.000 visite.
A qualcuno la cosa farà ridere, per noi invece è una cosa davvero straordinaria. In un anno il nostro e-commerce www.buoniatavola.it ha totalizzato circa 52.000 visite e ad esse vanno sommate le 10.000 visite appunto del blog di buoniatavola e di aglianico del vulture e dintorni.
Insomma oltre 5.150 visite medie mensili sono davvero tante e ci danno lo stimolo di andare avanti. Non che non ci siano cose da fare, abbiamo tante idee, c'è da riprendere in mano il sito delle ricette, che praticamente è fermo, che da lavorare sull'idea di un network di informazione turistico-enogastronomico del cilento-vallo di diano e lucania, c'è da cambiare la piattaforma dell'attuale e-commerce, insomma....
Ancora grazie per essere stati con noi e ci auguriamo per il futuro che diventiate sempre di più.
Michele e lo staff di Buoniatavola.it
A qualcuno la cosa farà ridere, per noi invece è una cosa davvero straordinaria. In un anno il nostro e-commerce www.buoniatavola.it ha totalizzato circa 52.000 visite e ad esse vanno sommate le 10.000 visite appunto del blog di buoniatavola e di aglianico del vulture e dintorni.
Insomma oltre 5.150 visite medie mensili sono davvero tante e ci danno lo stimolo di andare avanti. Non che non ci siano cose da fare, abbiamo tante idee, c'è da riprendere in mano il sito delle ricette, che praticamente è fermo, che da lavorare sull'idea di un network di informazione turistico-enogastronomico del cilento-vallo di diano e lucania, c'è da cambiare la piattaforma dell'attuale e-commerce, insomma....
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giovedì 31 luglio 2008
Carciofo Bianco di Pertosa e del Basso Tanagro

Una sera di quasi fine primavera, a metà maggio insomma, si svolge a Pertosa la Sagra del Carciofo Bianco. E' un appuntamento immancabile per tanti cittadini del Vallo Di Diano, innamorati di questo particolare prodotto. Ci si ritrova così in nella piazza centrale del piccolo paesino, tutti a mangiare pasta e carciofi, antipasto con carciofi, carciofi in padella e quant'altro.
E' sempre una bella serata, noi ci andiamo ogni anno, in quanto oltre alla squisitezza dei piatti, il clima, l'atmosfera, innagura un po' tutte le sagre e le feste estive che si tengono nei paesi del Vallo per poi tutta l'Estate.
Toriniamo al carciofo: Vi chiederete cosa avrà di particolare questo carciofo Bianco di Pertosa. Bene ve lo diciamo, è innanzitutto un tantino piu' piccolo dei Carciofi che siamo abituati a vedere, testa tondeggiante, quindi le foglie sono arrotondate senza spine, morbido, di colore di un verde pisellino, piu' tenue del classico. Sapore delicato, sfizioso saporito.

Pertosa, un paese con poco più di 600 abitanti, 70 chilometri a sud di Salerno, è nota per le sue grotte: straordinarie cavità naturali nate in seguito a fenomeni carsici, risalenti a oltre trentacinque milioni di anni fa. Abitate fin dall’età della pietra, le grotte di Pertosa si sviluppano per oltre 2.500 metri con caverne e gallerie imponenti attraversate da corsi d’acqua navigabili tra stalattiti e stalagmiti: sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.
Ma Pertosa – con i comuni limitrofi di Auletta, Caggiano e Salvitelle – custodisce un altro unicum di biodiversità. Qui si coltiva una varietà di carciofi fra le più insolite della penisola: il carciofo Bianco di Pertosa o del basso Tanagro, il fiume che attraversa tutta la zona di coltivazione, posta fra i 300 e i 700 metri sul livello del mare. Il nome esprime la sua caratteristica più evidente: è un carciofo di colore chiarissimo, verde tenue, bianco argenteo. Le infiorescenze sono grandi, rotonde, globose, senza spine, con un caratteristico foro alla sommità. Ad oggi appena tre ettari sono destinati al carciofo Bianco, divisi fra una trentina di contadini che coltivano perlopiù per il consumo familiare in piccoli appezzamenti ai bordi dei campi.
Una realtà produttiva marginale quindi, eppure le potenzialità di questo prodotto sono straordinarie. Le rare qualità organolettiche, unite alla sua salubrità (la coltivazione, se pure priva di certificazione, è assolutamente naturale, non prevedendo né trattamenti, né concimi chimici), fanno del carciofo Bianco un possibile traino per tutta l’economia agricola della zona.

A tavola
Le particolarità del Bianco di Pertosa sono numerose, ma su tutte vanno segnalate la resistenza alle basse temperature, la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco), la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne. Caratteristiche che lo rendono un ottimo carciofo da mangiare crudo, magari in pinzimonio con l’olio extravergine di oliva della zona, l’eccellente Dop Colline Salernitane.
Ideale matrimonio gastronomico che unisce anche le due principali vocazioni agricole dell’area: i minuscoli campi di carciofi (quasi sempre di poche centinaia di metri quadri), infatti, tradizionalmente si alternano agli olivi.
Area di produzione
Comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella Valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno)
Presidio sostenuto da
Comune di Pertosa, Comune di Auletta, Comune di Caggiano, Comune di Salvitelle, Comunità Montana del Vallo di Diano, Comunità Montana della Valle del Tanagro
Se vi abbiamo fatto venire fame e volete assaggiare i carciofini di pertosa sott'olio extravergine di oliva o in patè, beh siamo gli unici e in esclusiva a venderlo on line
Vai:
Carciofo di Pertosa
Patè di Carciofi
martedì 29 luglio 2008
Bosco La Cerreta - Cognole - Casalbuono (SA)

Se siete nei pressi del Vallo di Diano, Vi inviatiamo a fermarVi a fare una passeggiata nel bosco più importante della Valle.






La Cerreta appunto a Casalbuono rappresenta con i suoi 824 ettari è l'oasi naturale più importante. La ricca vegetazione e gli animali che la popolano, cervi, capre, scoiattoli, cinghiali rendono la passeggiata nel bosco davvero unica e interessante.



Il bosco fù donato da Carlo D'Angiò ad un barone di Montesano. Nel 1636 fù acquistato dal Priore della Certosa di San Lorenzo. Con l'unità Nazionale diventò Demanio dello Stato insieme a tutti gli altri beni della Chiesa. La Cerreta è entrata a far parte del patrimonio dell'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e nel 1975 è stato trasferito alla regione Campania, che lo gestisce con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.
La foresta di estende con un immenso manto verde sulle innumerevoli, dolci colline che sgorgono tra il fiume Calore e i primi contrafforti del Monte Cervati (1829 mt il più alto della Campania).
L'immancabile foto di gruppo (parziale).

E' un luogo di staordinaria bellezza dove tantissime piante di cerro, come alti giganti svettano verso il cielo; nel silenzio si ode il fruscio delle chiome e il cinguettio degli uccelli, si ascolta lo scrosciare delle acque che sgorgano dalle sorgenti; anche nel tardo autunno la foresta rivive in un tripudio di colori che lasciano il passo alla candida neve dell'inverno; in primavera sul verde tenero dell'erba spuntano le infinite pennellate dei fiori che sbocciano e che saranno baciati dal caldo sole dell'estate.
La foresta Cerreta può essere visitata tutti i giorni dalle ore 08:00 alle 18:00. Maggiori info: Settore Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste.


Foto a cura di Pietro.
Fonte Notizie: Regione Campania Assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca.
Sponsor: Vini Bianchi BuoniaTavola.it
Fagioli Ciuti IGP
sabato 26 luglio 2008
Il Caciocavallo Silano e il Caciocavallo Podolico

La Storia
Il caciocavallo Silano è senza alcun dubbio, fra i più antichi e tipici formaggi a pasta filata del Mezzogiorno. Della sua produzione ne accennava già Ippocrate, nel 500 A.C., discorrendo dell'arte usata dai greci nel preparare il "Cacio". Con Reg. CE 1263/96 il Caciocavallo Silano ha ottenuto l'ambita D.O.P. europea entrando, così nel gotha dei prodotti che potranno fregiarsi dei marchi di tutela comunitari. Tale marchio garantisce la genuinità e salubrità del Caciocavallo Silano, formaggio prodotto esclusivamente con latte fresco provenienteb da allevamenti bovini situzti nei territori elencati nel Disciplinare di produzione depositato a Bruxelles, secondo un processo di lavorazione, minuziosamente definito nella norma, che affonda le sue radici nella più nobile tradizione casearia meridionale.
Il Caciocavallo Silano è marchiato a fuoco forma per forma ed etichettato con etichette alfanumeriche. Per tutelarne la produzione è nato nel Dicembre 1993 ad iniziativa di alcuni produttori il Consorzio di Tutela del Caciocavallo Silano, con sede in Cosenza. Gli scopi del Consorzio, al quale attualmente aderiscono numerose aziende agricole e caseifici e naturalmente anche il Caseificio Starace di Sassano, sono quelli di promuovere iniziative che mirino alla tutela di tale produzione, attraverso un attenta verifica dei livelli quantitativi del prodotto ed un adeguata campagna di informazione che ponga in guardia il consumatore dalla presenza sul mercato di numerosi formaggi venduti sotto la denominazione "Caciocavallo" prodotti però, spesso con latte o cagliata di importazione.
Il Caciocavallo Silano, formaggio sano e genuino, è ricco di vitamine, sali minerali, proteine e, per le sue spicate qualità nutritive, è particolarmente indicato nella dieta dei bambini, degli sportivi e degli anziani. Per produrre un Kg di Caciocavallo Silano, occorrono circa 10 litri di latte fresco, e il suo valore nutritivo, per 100 gr. di formaggio, corrisponde a ben 180 gr. di carne bovina e a 200 gr. di trota.
L'Area di produzione del Caciocavallo Silano, configurata a macchia di Leopardo, si colloca in prevalenza lungo la dorsale apeenninica meridionale, riunendo specifici ambiti territoriali di ben nota vocazionalità situati nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, in una sintesi storico-culturale-ambientale a difesa di una produzione tipica meridionale.
La produzione
La Produzione del Caciocavallo Silano inizia con la coagulazione del latte fresco alla temperatura di 36/38 gradi usando caglio in pasta di vitello o capretto. Quando la cagliata a raggiunto al consistenza voluta, dopo alcuni minuti si procede alla rottura della stessa fino a che i grumi abbiano raggiunto le dimensioni di una nocciola. Inizia quindi la fase di maturazione della cagliata, che consiste in una energica fermentazione lattica la cui durata varia in media dalle 4 alle 10 ore e può potrarsi ulteriormente in relazione all'acidità del latte lavorato, alla temperatura, alla massa o ad altri fattori. La maturazione della pasta è completata quando la stessa è nelle condizioni di essere filata ed il controllo sui tempi di maturazione si effettua mediante prelievi, a brevi intervalli, di piccole parti della pasta stessa che vengono immerse in acqua quasi bollente per provare la sua elasticità e cioè la sua filatura. Segue un operazione caratteristica consistente nella formazione di una specie di cordone che viene plasmato fino a raggiungere la forma voluta. Si procede, quindi alla chiusura della pasta all'apice di ogni singolo pezzo, immergendo la parte velocemente in acqua bollente e completando l'operazione a mano. Le forma così plasmate vengono immerse prima in acqua di raffreddamento e poi in salamoia per la salatura che avviene per immersione ed, in relazione al peso, per un periodo di tempo variabile. Tolte dalla salamoia, le forme vengono legate a coppia con appositi legacci, e sospese a delle pertiche di stagionatura, la cui durata minima è di 30 giorni, e la successiva marchiatura a fuoco. La forma puo essere ovale, o a tronco conica, con sottile, liscia, di marcato colore paglierino; la pasta è omogenea e compatta con un sapore aromatico, piacevole molto delicato e tendenzialmente al dolce quando il formaggio è giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata.
Consigli :
Per la degustazione: Per gustare al meglio il Caciocavallo Silano è necessario toglierlo dal frigo almeno un ora prima affinche possa esprimere tutta la sua fragaranza.
Per la conservazione: Dopo l'acquisto il Caciovallo Silano và avvolto preferibilmente con un telo di canapa o cotone, freco di bucato, affinchè possa continuare la sua stagionatura e conservato nella parte meno fredda del frigorifero.
Fonte: Consorzio di Tutelela del Caciovallo Silano DOP - Via Forgitelle sn - Camigliatello (CS)
Il Caciocavallo Podolico

Nella zona di Viggiano e della Val d’Agri è diffuso l’allevamento della vacca Podolica, una razza rustica, pare originaria dell’Ucraina, introdotta al seguito delle invasioni barbariche, resistente, che si adatta molto bene all’ambiente montano del sud-Italia. D’inverno si adatta molto bene alla vita all’aperto e alle basse temperature e partorisce i vitelli nella neve.
Dalla mucca podalica, rigorosamente allevata al pascolo brado, si ottiene un latte dalle superbe qualità organolettiche, molto particolare e di qualità eccellente, ricco di grassi e proteine dall’elevata attitudine alla caseificazione, con il quale si produce il caciocavallo.
Questo nome deriva dal fatto che le forme di formaggio vengono appese per la stagionatura, legate a coppia, a cavallo di un sostegno.
Il Caciocavallo Podolico di Viggiano si presenta in forma tondeggiante, ha una caratteristica crosta liscia e sottile, che s’ispessisce durante la maturazione. La pasta, morbida ed uniforme, di colore giallo paglierino, dopo appena tre mesi di stagionatura è già ottima da mangiare. Con il passare del tempo la pasta diventa sempre più dura e con strati che si sfogliano. Il sapore che dapprima è dolce, diventa piccante e delicato dopo qualche tempo, caricandosi di tutti gli aromi ed i profumi apportati dalle erbe selvatiche di cui le vacche Podoliche si nutrono al pascolo brado e il formaggio diventa perfetto intorno ai tre anni.
La produzione è concentrata principalmente nel periodo primaverile ed estivo quando gli animali sono all’alpeggio e partoriscono i vitelli.
Se ben stagionato, il caciocavallo podolico può essere servito come antipasto, con salumi, abbinato ad un rosato di corpo o ad un bianco robusto (Greco di Tufo o Fiano di Avellino) oppure a conclusione del pranzo con un rosso ben strutturato quale il DOC Terre dell’Alta Val d’Agri.
Per chi volesse comprare on-line nel ns negozio:

Caciocavallo Silano;
Caciocavallo Podolico;
Caciocavallo Lucano.
Prodotti Tipici Vallo Di Diano e Cilento, BuoniaTavola, formaggi.
lunedì 14 luglio 2008
sabato 12 luglio 2008
Finalmente siamo tornati !
Eccoci dopo tre mesi di trasloco, lavori e impicci vari ce l'abbiamo fatta !
Buoniatavola a Polla è aperto.
Ancora non sistemati del tutto (ci manca ancora l'attivazione dell'ADSL) ma poi per il resto abbiamo completato quasi tutto.
Telecom si è impegnata a risolvere i problemi entro lunedì sera, speriamo sia così, Vi faremo vedere quindi le foto della nuova sede la prossima settimana.
Che bello essere tornati, sabato all'inagurazione abbiamo avuto oltre 200 ospiti, tanti complimenti e anche se l'orario non era proprio felice, insomma dalle 17:00 abbiamo chiuso alle 23:00. Anche il bilancio sia di presenze che di vendite di questa prima settimana è stato molto più che incoraggiante, ricordiamoci che siamo in piena estate e salumi, formaggi e vino non sono proprio l'ideale.
Successone per i vini alla spina, in maniera particolare per il rosato veneto Rabosello che serviamo già fresco a 6 gradi, fin'ora sono andati via già 3 fusti, bene anche per il bianco frizzante Profiz, anch'esso servito già fresco. Poi come sempre sono piaciuti tano i nostri cavalli di battaglia Pecorino Canestrato di Moliterno Biologico, e i salumi.
Anche i prodotti del nuovo caseificio (Caseificio San Giuseppe di Atena Lucana) che abbiamo inserito come il Fiordilatte, Treccione, Scamorza, Ricotta fresca e Caciocavallo Fresco sono piaciuti molto.
Che dire poi della nuova linea di prodotti di Cetara, Pesto, Colatura di Alici, Tonno, ecc sono andati letteralmente a ruba.
Insomma come dire siamo onesti e non modesti un gran successo. Speriamo che continui così, il resto e le foto la prossima settimana.
PS: Dimenticavo bene anche le vendite dell'e-commerce, è come se anche gli amici in rete aspettassero il nostro ritorno.
Buoniatavola a Polla è aperto.
Ancora non sistemati del tutto (ci manca ancora l'attivazione dell'ADSL) ma poi per il resto abbiamo completato quasi tutto.
Telecom si è impegnata a risolvere i problemi entro lunedì sera, speriamo sia così, Vi faremo vedere quindi le foto della nuova sede la prossima settimana.
Che bello essere tornati, sabato all'inagurazione abbiamo avuto oltre 200 ospiti, tanti complimenti e anche se l'orario non era proprio felice, insomma dalle 17:00 abbiamo chiuso alle 23:00. Anche il bilancio sia di presenze che di vendite di questa prima settimana è stato molto più che incoraggiante, ricordiamoci che siamo in piena estate e salumi, formaggi e vino non sono proprio l'ideale.
Successone per i vini alla spina, in maniera particolare per il rosato veneto Rabosello che serviamo già fresco a 6 gradi, fin'ora sono andati via già 3 fusti, bene anche per il bianco frizzante Profiz, anch'esso servito già fresco. Poi come sempre sono piaciuti tano i nostri cavalli di battaglia Pecorino Canestrato di Moliterno Biologico, e i salumi.
Anche i prodotti del nuovo caseificio (Caseificio San Giuseppe di Atena Lucana) che abbiamo inserito come il Fiordilatte, Treccione, Scamorza, Ricotta fresca e Caciocavallo Fresco sono piaciuti molto.
Che dire poi della nuova linea di prodotti di Cetara, Pesto, Colatura di Alici, Tonno, ecc sono andati letteralmente a ruba.
Insomma come dire siamo onesti e non modesti un gran successo. Speriamo che continui così, il resto e le foto la prossima settimana.
PS: Dimenticavo bene anche le vendite dell'e-commerce, è come se anche gli amici in rete aspettassero il nostro ritorno.
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venerdì 30 maggio 2008
Lavori in corso
Pubblichiamo di seguito alcune foto del nuovo locale che stiamo ristrutturando e in cui ci trasferiremo per fine Giugno.



Beh ci sono molti lavori da fare, ma ce la metteremo tutta per fare un bel lavoro, mi raccomando non perdetevi il prossimo post, Vi parleremo di una visita speciale fatta al Caseificio Azienda Agricola Anaclerio ad Agerola (NA).


Abbiamo assaggiato il suo fiordilatte caldo e il famoso Provolone del Monaco. Eccezionale e basta ! leggete sul Blog Aglianico del Vulture e Dintorni anche della visita alle Cantine Apicella di Tramonti.
Beh ci sono molti lavori da fare, ma ce la metteremo tutta per fare un bel lavoro, mi raccomando non perdetevi il prossimo post, Vi parleremo di una visita speciale fatta al Caseificio Azienda Agricola Anaclerio ad Agerola (NA).
Abbiamo assaggiato il suo fiordilatte caldo e il famoso Provolone del Monaco. Eccezionale e basta ! leggete sul Blog Aglianico del Vulture e Dintorni anche della visita alle Cantine Apicella di Tramonti.
martedì 18 marzo 2008
I Prodotti Tipici di BuoniaTavola.it (Seconda Parte)
Riprendiamo a parlarVi dei prodotti Tipici del nostro territorio.
Innanzitutto spiegandoVi i confini di questo territorio dalle coste del Cilento ,da Paestum-Capaccio a Sapri, passando per Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Casalvelino, Palinuro, Marina di Camerota, ai paesi iterni del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano come Teggiano, Padula, Polla, Roccadaspide, Gioi, Roscigno, Petina, Pertosa, sconfinando in Basilicata, in Val D'Agri a Sarconi, Moliterno, e poi ancora Senise, Lauria, Lagonegro, Tito e Potenza.

Un territorio ricco di storia e tradizioni, di paesaggi mozzafiato, di cui Vi racconteremo in futuro in maniera più dettagliata.



In questo territorio per anni abbiamo ricercato e selezionato naturalmente a nostro parere le produzioni più interessanti e artigianali che potessero essere gestite e proposte a tutti tramite internet.
Siamo andati così in giro per Enoteche a chiedere quali vini del Cilento fossero più interessanti, e abbiamo scoperto Maffini, De Concilis, Rotolo, Botti, Scorziello Ianiello. Siamo stati in cantina, in vigna e ci siamo fatti raccontare come nascevano i loro vini, la loro storia, quella che oggi ancora stanno scrivendo.
Ci siamo così pian piano avvicinati a questo nuovo mondo. Che bello, ci risulta difficile raccontare le emozioni che oggi ci dà aprire una bottiglia e provare a riconoscere i profumi che il vignaiolo a provato a dargli.
Come nel Cilento, siamo stati nel Vulture, per conoscere il Vino principe di questo territorio: l' Aglianico. Qui le Cantine erano tantissime, ne abbiamo contate un paio d'anni fà oltre 160. Abbiamo fatto delle scelte, aiutati naturalmente da amici più esperti, ma appassionati come noi (senza la puzza sotto il naso per intenderci).

Anche in questo caso Vi racconteremo pian piano un pò per volta i vini assaggiati, le cantine visitate, le persone che san di vino conosciute.
E così abbiamo conosciuto Pino e Claudia Schiavo di Casalvelino che fanno nel loro forno i biscotti più buoni del Cilento, con ricette della famiglia e dando loro il nome delle proprie zie,Cristina, Mercedes, Eleonora.
A Giuncano abbiamo conosciuto Francesco Vastola e la sua famiglia, abbiamo assistito alla produzione dei Carciofini Sottolio, e dei Fichi Bianchi del Cilento.
A Natale siamo stati da Santomiele, bellissima azienda che lavora a mano i fichi secchi del Cilento proponendoli in diversi abbinamenti e confezioni tipiche. Per avere i suoi prodotti lo scorso Natale, siamo stati costretti a prenotarli ad Aprile dell'anno prima, poi ce ne hanno dati così pochi che li abbiamo gestiti solo nel negozio, non abbiamo avuto infatti neanche il tempo per fotografarli e crearli sull'e-commerce, esposti il 04 Dicembre la mattina dell'Immacolata erano già finiti.
Qui qualche foto del nostro piccolo negozio.
Chi volesse conoscere meglio il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro segnaliamo i portali dell'amico Giuseppe www.navigavallo.it - www.navigagolfo.it
Per maggiori informazioni sull'Aglianico del Vulture visitate il sito del Consorzio dell'Aglianico del Vulture (vedi foto del vigneto), o il nostro blog Aglianico del Vulture e dintorni.
Fonte foto di Polla Proloco-Tanagro-Pollese.
Per ora ci fermiamo, continueremo a raccontarVi dei nostri prodotti Tipici, potremmo quasi dire alla prossima puntata .....Ciao
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