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giovedì 8 novembre 2012

Buoni a Tavola ci manchi !

Tanti Vini e Prodotti Tipici Lucani e Campani come farne a meno ? Buoniatavola.it quante persone sentono la mancanza ? Ogni giorno anche se ormai sono trascorsi tre anni dalla chiusura, incontriamo persone che ci chiedono di riaprire, dove trovare il nostro caciocavallo lucano, la nostra soppersata di Gioi, i nostri aglianici e falanghine, i carciofi bianchi di pertosa, il provolone del monaco, i nostri bellissimi cestini natalizi ecc..ecc.. Buoni a Tavola manca anche a noi, e non nascondiamo la voglia di tornare, ma dipende da tante cose, comunque non è detto che... Fa comunque piacere avere tanti riscontri positivi anche a distanza di tanto tempo. Grazie a tutti e se avremo novità vi aggiorneremo immediatamente. Buoni a Tavola Vini e Prodotti Tipici Lucani e Campani La Bottega dei Prodotti Tipici del Cilento e Vallo Di Diano Michele L.

lunedì 23 marzo 2009

GET Vallo di Diano, organizza Week End Abruzzo

WEEK_END TRA NATURA E CULTURA NELLA SPLENDIDA CORNICE DI
SAN DONATO VAL COMINO
(PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO)

27-29 marzo 2008




San Donato è un paese di case antiche, addossato alle pendici dell’Appennino nel Parco Nazionale d’Abruzzo (versante laziale). A 700 m di quota, il borgo è un labirinto di pietra caratterizzato da tortuose stradine, vicoli, passaggi coperti – spuort’ in dialetto -, piazzette, in un perfetto disegno medievale che aveva necessità difensive e climatiche (la tortuosità dei vicoli spezza l’impeto del vento gelido). E’ "bandiera arancione" del TCI che lo definisce uno tra i borghi più belli d’Italia.

APPUNTAMENTO:venerdì 27 alle ore 15 uscita autostradale di Polla
VIAGGIO E SPOSTAMENTI:con mezzi propri
ALLOGGIO:agriturismo

PROGRAMMA
VENERDI’ 27 : Arrivo e sistemazione in agriturismo

SABATO 28: "LA ROCCIA DEI TEDESCHI": sui sentieri della seconda guerra mondiale, tra cunicoli e torrette d’avvistamento. La straordinaria posizione panoramica di questa rupe era strategica per l’avvistamento nelle diverse direzioni. Da qui la vista si apre sia sulla Val di Comino, fin verso le Gole del Melfa ed il Monte Cairo (antico fronte di Cassino), sia verso nord sulla strada di accesso all’Abruzzo. La roccia era quindi una vantaggiosa postazione militare. (Difficoltà M, disl. 500m).

DOMENICA 29:IL VALLONE DI FORCA D'ACERO E LE MINIERE BORBONICHE Percorrendo la storica mulattiera utilizzata fino a pochi anni fa dagli abitanti per raggiungere, attraverso il Valico di Forca d'Acero, l'alta Valle del Sangro. Seguendo poi un piccolo tratturo arriveremo all'ingresso delle miniere di limonite. (Difficoltà F/M, disl.300 m).
PER PARTECIPARE È NECESSARIO ESSERE SOCI E PRENOTARE VERSANDO UN ANTICIPO DI 50 € ENTRO MARTEDI’ 24.
Per informazioni e prenotazioni contattare Vincenzo De Paola 333-8515442 vincenzodep@tiscali.it

mercoledì 19 novembre 2008

Il Panettone di pasticceria di BuoniaTavola

Oggi vogliamo parlarVi di un dolce tipico non campano e lucano,

ebbene si in campania, ci siamo inventati la sfogliatella, il babà, gli struffoli, la pastiera, mostacciuoli, roccoco' ma il dolce Natalizio per eccellenza no.

Il dolce “nordista” principe delle feste natalizie è il panettone.



Le origini del panettone sono sicuramente legate alla città di Milano, mentre non c'è accordo su chi abbia inventato questo dolce, e in quali circostanze

Esistono diverse storie sull'origine del panettone, molte delle quali hanno come protegonista un personaggio di nome Toni, panettiere, cuoco o semplice garzone a seconda delle versioni della storia, che ha dato il nome al panettone (pan del Toni). Altre leggende fanno risalire le origini del panettone alla suora di un convento che produsse il panettone con i pochi ingredienti che aveva in dispensa e lo decorò intagliando una croce sull'impasto.

Preparazione del panettone

La preparazione del panettone è lunga e laboriosa, poiché va utilizzato un lievito naturale con la giusta acidità e forza, una farina con particolari caratteristiche, l'impasto viene lavorato diverse volte e subisce almeno 3 lievitazioni. Per preparare un panettone, dunque, occorrono due giorni pieni.

Per questi motivi il panettone divenne un dolce molto diffuso, tipico della tradizione natalizia, solamente negli anni '50 quando le industrie alimentari (Motta e Alemagna per prime) riuscirono a produrlo in serie e in grande quantità abbattendo i costi.

Negli ultimi anni molti produttori hanno tolto i canditi proponendo versioni del panettone con sola uvetta: questo fenomeno di "repulsione di massa" verso i canditi è interessante, e potrebbe essere una conseguenza della tendenza all'"appiattimento del gusto". O forse è solo una coincidenza...

Panettone industriale o panettone artigianale?

Il panettone industriale è proposto in differenti fasce di prezzo diverse che corrispondono a una reale differenza qualitativa. Sicuramente, quindi, vale la pena spendere qualcosa di più per un prodotto migliore, più morbido, fragrante e gustoso.

Il panettone artigianale viene prodotto da pasticcerie o da piccoli laboratori semi-industriali. Spesso il prezzo (almeno il triplo rispetto ai panettone industriale di fascia alta) non vale la maggior qualità.

Il vantaggio vero del panettone artigianale è la freschezza. Le industrie alimentari iniziano a produrre panettoni ad Agosto e continuano fino al periodo delle feste, per cui è molto facile acquistare un panettone prodotto da alcuni mesi. Il panettone artigianale, acquistato in un negozio di fiducia, può invece essere freschissimo.

Qui in Campania esistono ottime Pasticcerie che propongono dagli inizi di Dicembre in poi il proprio panettone.

Si tratta di un prodotto molto diverso rispetto a quello industriale, innanzitutto non ha conservanti, infatti viene consigliato di consumarlo al massimo entro la fine di gennaio, poi è più fragrante, più basso, più profumato, gustato tiepido (5,10 minuti in forno, o 15 minuti vicino al fuoco del camino) sprigiona fortemente il profumo del burro, dei canditi e della frutta secca. Qui nel vallo di Diano spesso è proposto ricoperto da una glassa di zuccheto e mandorle. Il prezzo medio a cui è venduto è intorno ai 15,00 Euro.

Valori nutrizionali del panettone

Il panettone è un dolce tra i meno sazianti e ciò nonostante è molto calorico: in media ha dalle 350 alle 400 calorie per 100 g. Di solito viene mangiato alla fine di pasti già abbondanti e proprio a causa dello scarso indice di sazietà non è difficile mangiarsi 100-200 g di panettone raddoppiando le calorie di un pasto normale.

Per questo motivo il consumo di panettone andrebbe valutato con attenzione, almeno cercando di limitare i danni. La cosa migliore è consumarlo lontano dai pasti principali, per esempio a colazione, magari intingendolo nel latte o nel caffelatte, operazione che aggiunge liquidi e aumenta notevolmente il senso di sazietà.
Fortunatamente la ricetta del panettone impone l'utilizzo di burro come grasso alimentare, quindi almeno per questo prodotto non dobbiamo preoccuparci di trovare tra gli ingredienti grassi o oli vegetali (o peggio idrogenati) o margarina.

Il panettone farcito

Il mercato propone ormai da molti anni un'ampia gamma di prodotti che si discostano dalla tradizione. Sto parlando del panettone e del pandoro farcito con glasse, creme e quant'altro di goloso si possa pensare. Questi prodotti sono qualitativamente più scandenti del panettone classico: spesso infatti le glasse contengono grassi vegetali (a volte idrogenati), e conservanti, e in generale tali prodotti sono più calorici di quelli tradizionali.

Per chi volesse avventurarsi (è una ricetta piuttosto difficile e lunga ! ) qui di seguito pubblichiamo la ricetta:

INGREDIENTI

Farina bianca - 800 g
Lievito - 15 g
Burro - 150 g
Uova intere - 2
Albumi - 4
Zucchero - 400 g
Canditi assortiti - 80 g
Uvetta sultanina - 50 g
Zucchero vanigliato - 25 g
Sale - un pizzico
Latte - 60 ml

PREPARAZIONE

Il giorno prima, in una ciotola, sciogliere il lievito e un quarto della farina nel latte tiepido. Dare all'impasto una forma arrotondata, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare, in un luogo asciutto e non freddo, per tutta la notte.

Il giorno dopo riprendere l'impasto, lavorarlo a lungo sulla spianatoia con 100 g di farina e qualche goccia di acqua tiepida; poi coprirlo con un tovagliolo e farlo lievitare al caldo per circa 2 ore.
A questo punto ripetere l'operazione usando altri 100 g di farina e aggiungendo acqua tiepida quanto basta per rendere l'impasto morbido ed elastico. Farlo lievitare per circa 3 ore.
Nel frattempo far rinvenire l'uvetta in acqua tiepida per almeno 20 minuti.

Poco prima di riprendere l'impasto far sciogliere il burro in un tegamino su fiamma molto bassa per evitare che frigga, lasciandone da parte un po' per ungere la tortiera; poi sciogliere anche lo zucchero e un pizzico di sale in poca acqua, sempre su fiamma molto bassa, aggiungendo, lontano dal fuoco, le uova intere ed i bianchi. Imburrare una pirofila da forno alta e stretta.
Riprendere adesso l'impasto e tornare a lavorarlo con il resto della farina aggiungendo, poco alla volta, il burro sciolto e il miscuglio di zucchero e uova. Lavorare a lungo l'impasto inserendoci verso la fine anche le uvette, ben strizzate ed infarinate e i cubetti di frutta candita. Disporlo nella pirofila, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare per almeno 3 ore.

Accendere il forno e regolarlo su 180° C. Mettere il dolce in forno solo quando la temperatura è quella giusta e farlo cuocere per circa 45 minuti o fino a quando si è ben colorato o la superficie è diventata bruna. Farlo raffreddare a testa in giù per evitare che le uvette e i canditi si depositino sul fondo.
Quando si è raffreddato si può cospargere con zucchero vanigliato, se gradito.
Se volete acquistare un panettone di pasticceria del Vallo di Diano (Peccati di Gola dei F.lli Tropiano – Silla di Sassano ) artigianale fresco dal 1 dicembre in poi potete ordinarlo sul nostro sito www.buoniatavola.it, da solo o nei cestini natalizi che proponiamo.

Voglio il panettone di BuoniaTavola.

Info panettone, foto e ricette: rete

lunedì 27 ottobre 2008

Coniglio ripieno con funghi porcini & spinaci

Questa la ricetta che Vi proponiamo questa settimana.

Dalle nostre parti il coniglio si riesce a prendere di fattoria, nei mercatini. Un piatto gustosissimo che consigliamo di mangiare come piatto unico per gustarlo a pieno.


Ingredienti:

1 coniglio del vallo di diano disossato da 1,5 Kg,
300gr di spinaci,
400gr di funghi,
i fegatitini del coniglio,
l’intero petto di un pollo tagliato a fette,
uno spicchio d’aglio,
7 carote,
2 gambi di sedano,
1 cipolla,
1 rametto di rosmarino,
olio extravergine di oliva,
sale

Preparazione:

Bollite in abbondante acqua salata gli spinaci. Una volta cotti, scolateli bene. A parte, in una padella, cuocete i funghi nell’olio con aglio e un po’ di sale. In un'altra padella fate soffriggere con un po’ d’olio uno spicchio d’aglio, unite gli spinaci, i funghi, i fegatini di coniglio precedentemente tagliuzzati. Fate cuocere per circa 10-15 minuti.

Su un canovaccio stendete il coniglio disossato, salatelo ed aggiungete il soffritto di spinaci, funghi e fegatini. Con le mani unite le due estremità del coniglio, che a causa del ripieno non potranno essere perfettamente giunte. A questo punto inserite le fette di petto di pollo proprio laddove manca la carne di coniglio completando così il rotolo di carne. Legate il tutto con il spago da cucina. In una placca mettete un po’ d’olio, le carote, il sedano, e la cipolla tagliata grossolanamente ed il rametto di rosmarino.

Ponete in coniglio al centro della placca e fatelo cuocere per 1 ora a 180 gradi. Una volta cotto il coniglio, toglietelo dalla placca poiché per servirlo andrà preparato il fondo bruno con il sughetto di cottura della carne. Tolta la placca dal forno, mettetela sul fornello, e portate ad ebollizione il fondo aggiungendo un mestolo d’acqua. A parte preparate un composto d’acqua e farina ben amalgamato, e aggiungetelo nella placca, mescolate il tutto togliere dal fornello e passate gli ingredienti con il passatutto. A questo punto tagliate il coniglio a fette circolari e servite con un mestolo di fondo bruno.

Fonte: Le ricette del Cilento, Luciano Pignataro

giovedì 23 ottobre 2008

Natale 2008 - Vendita di Cestini Natalizi BuoniaTavola

Vi proponiamo anche quest'anno i nostri Cesti di Prodotti Tipici del Cilento & Vallo Di Diano.

I nomi sono rimasti gli stessi, abbiamo inserito alcune prelibatezze nuove come:

Il Panettone della Pasticceria Tropiano di Sassano;
I Torroni irpini di Torronificio del Casale;
I sottolio in extravergine di Masseria Mirogallo;
Il liquore al Mirto di Casalvelino nel Cilento;
Le confetture per Boschi e Contrade di Sarconi.

Insostituibili invece il Caciocavallo Lucano, Soppersate e Salsicce, i Vini della nostra Cantina, ....e tanto altro ancora. Insomma un Natale 2008 ancora più gustoso.






I cesti sono:

Cesto Natale Pennino

Cesto Natale Masticella

Cesto Natale Cervati

Cesto Natale Alburni

Come sempre siamo disponibili a spedizioni personalizzate con i Vostri auguri e/o altro materiale che vorrete inviarci.

Per le Aziende che desiderano fare dei nostri cesti i regali aziendali inviatiamo a contatti telefonici preventivi al numero 0975.399463 per la definizione di quantitativi, consegne e condizioni commerciali.

Consegne: NB: I nostri vettori estressi di hanno comunicato e quindi garantiamo le consegne entro 48h per ordini ricevuti entro il 08 Dicembre 2008. Per ordini ricevuti fino al 18 Dicembre siamo in grado digarantire la consegna entro Natale.
Per consegne nel Vallo di Diano e nella provincia di Salerno, concordare telefonicamente al 0975.399463, in orari apertura enogastronomia.

sabato 11 ottobre 2008

Autunno ricette, funghi e consigli del Vallo Di Diano



Lo scorso anno abbiamo scritto un Post, dichiarando apertamente che per noi questa, nel Vallo di Diano è la stagione più bella.

Confermiamo in pieno anche ora questa considerazione, a maggior ragione oggi, un giornata di sole stupenda, temperatura a mezzogiorno di 23 gradi, che la mattina e la sera scende a 15 circa.

In casa ancora non c’è bisogno di tener il fuoco accesso. E si dalle nostre parti solitamente ci si riscalda innanzitutto con il camino, poi più in là quando il freddo diventa importante allora si accendono anche i termosifoni.

Domani dopo pranzo abbiamo già programmato una passeggiata per la castagneta, alla ricerca di castagne, noci e chissà se fortunati forse anche qualche fungo…..

Per essere maggiormente sicuri di mangiarli, comunque stamattina li abbiamo acquistati dal nostro fruttivendolo di fiducia, 500gr di pennelle e 500 gr di cardoncelli.



Nei nostri boschi infatti quest’anno ce ne sono davvero pochi, colpa di un estate molto calda e povera di piogge. In compenso la vigna lascia ben sperare. L’uva è quasi pronta e un po’ tutti hanno ormai pianificato la vendemmia o per domani o per domenica prossima.

Altra cosa di cui è ricco il territorio del Vallo di Diano sono i Fichi D’India. Lungo le strade, e non solo quelle di montagna ne crescono tantissimi. E’ vero che per raccoglierli e pulirli bisogna fare tanta attenzione, ma alla fine il sapore ti ricompensa a pieno della fatica.

Sempre nel Vallo Di Diano, crescono bene anche alberi da frutto come fichi, mele e la tipica mela - annurca. Insomma una passeggiata nel parco vale la pena farla davvero.

Veniamo alla ricetta, oggi Vi proponiamo il nostro pranzo di domani:



Cavatielli, questa volta fatti alla Cilentana.

Di seguito la ricetta, e dopo di essa qualche valido consiglio per girare nei boschi alla ricerca di funghi (tratto da www.libero.it). La ricetta invece ci è stata fornita dal Ristorante il Granaio dei Casabella di Paestum – www.lucianopignataro.it – Le ricette del Cilento.

Ricetta:

Ingredienti per 5 persone:

400 gr di cavatielli di semola;
150gr di alici fresche filettate a tocchetti;
5 filetti di alici intere pulite;
50 gr di pomodori rossi secchi sott’olio;
100gr di gamberetti sgusciati;
150 gr di cuori di carciofo tagliati a julienne;
150 gr di punte di asparagi tagliati a rondelle;
½ bicchiere di vino bianco per sfumare;
pepe, olio extravergine di oliva, 1spicchio d’aglio;
brandy per flambare, sale, finocchietto selvatico

Preparazione:

Fate riscaldare la padella, versatevi l’olio, fate imbiondire l’aglio e poi toglietelo. Aggiungetevi 5 filetti di alici infarinati, fateli dorare e teneteli in caldo. Adagiate in padella i gamberetti, i cuori di carciofo, i pomodori secchi, gli asparagi ed infine le alici tagliate a pezzetti. Salate e pepate, quindi sfumate con il vino bianco ed ultimate la cottura per circa 2,3 minuti. Flambare con il brandy ed unirvi i cavatielli cotti al dente.
Amalgamate il tutto per circa 1 minuto e servite in piatti caldi. Guarnire con un ciuffo di finocchietto selvatico, la julienne di pomodoro secco e il filetto di alice dorato.

Vino abbinato:

Fiano Radici DOCG 2007 Mastroberardino




Buon appetito e Buona Domenica


Qui i Consigli se si và per boschi

Girare nei boschi alla loro ricerca è un'esperienza piacevole ed eccitante, ma occhio a qualche prezioso consiglio (e precauzione). Per non rovinarvi la giornata

Autunno, tempo di funghi. Non solo in tavola, ma anche pretesto di belle passeggiate all'aria aperta, alla loro ricerca. Perché andar per funghi è divertente e rilassante, e appassiona sempre più italiani. Ma chi si avventura per la prima volta o quasi nei boschi a caccia di gustosiporcini, gallinelle, ovoli, mazze di tamburo o chiodini, è bene che ci vada preparato, almeno con qualche rudimento di base.
Primo comandamento: se trovate una fungaia, non rivelatene a nessuno l'ubicazione. Il vero cercatore di funghi è geloso, gelosissimo del tesoro scovato e non lo rivelerebbe neppure sotto tortura. Di più. Se scendendo a valle incrocia un'altra persona nel bosco, sta ben attento a coprire il contenuto del suo cestino, affinché non si possa capire se è pieno o vuoto e di conseguenza ricavare un indizio sulla buona direzione da seguire. Sì, perché in una zona dove si sono trovati tanti funghi, presto ne ricresceranno altri. E allora tanto vale tornarci di buon mattino qualche giorno dopo, in gran segreto.



Regola numero due: girare con un cestino e mai con un sacchetto di plastica, che toglierebbe loro l'aria. I funghi devono respirare. Terza regola: iniziare le ricerche al mattino presto. Un buon cercatore di funghi mette la sveglia e vuole arrivare nei posti che sta"puntando" per primo, certo che nessuno lo abbia già preceduto (e dunque gli abbia già soffiato il bottino).

Ma l'impresa più ardua è capire quali funghi portare via e quali non vanno bene e devono essere lasciati al loro posto. Bisogna leggere, prepararsi, documentarsi prima di andare. E scegliere solo quelli che sembrano commestibili, da sottoporre poi al controllo degli esperti dell'Ispettorato micologico o della propria Asl.

Mai raccogliere i funghi in modo indiscriminato, ma sempre nel rispetto dell'ambiente, avendo presente che tutti i funghi sono utili; evitare il consumo di funghi in grandi quantità e in pasti ravvicinati, ricordando che i funghi sono sempre un alimento difficile da digerire; evitare il consumo da parte di bambini, donne in gravidanza, persone che soffrono di intolleranze alimentari o disturbi dell'apparato digerente; evitare il consumo di funghi di cui non sia stata identificata con certezza la specie da persone qualificate; infine ricordare che quasi la totalità dei funghi commestibili provocano disturbi, o veri e propri avvelenamenti, se consumati crudi, poco cotti o in quantità eccessive. E ai primi eventuali sintomi di malessere, contattare l'ospedale più vicino e tenere a disposizione eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati, anche per poter fornire indicazioni utili per l'identificazione delle specie fungine consumate e del loro luogo di raccolta.

Un ultimo suggerimento riguarda l'equipaggiamento con cui partire alla loro ricerca. Poiché i boschi possono celare insidie, meglio avventurarvisi con stivaloni di gomma, laccio emostatico (o comunque fasce elastiche alte almeno 7-10 cm), e nel caso si facessero brutti incontri andare subito al primo pronto soccorso. Immediatamente.
Ancora una bellissima e riposatissima domenica.

martedì 23 settembre 2008

La treccia di fiordilatte più lunga del mondo 65 mt e 50 cm - Salagustando 2008




Bellissima domenica pomeriggio trascorsa a Sala Consilina la scorsa domenica.

Record battuto ancora una volta !

In migliaia a Sala Consilina hanno assistito al Guinness dei primati conseguito con la treccia di fior di latte più lunga del mondo. Ventinove maestri casari salesi hanno confezionato una treccia dalla lunghezza di 65 metri e 50 centimetri. I casari in soli 85 minuti (il regolamento prevedeva un tempo massimo di 100 minuti) sono riusciti a battere se stessi. Nel 2006, infatti, fu realizzata una treccia di fior di latte lunga 42 metri e 40 cm, e, nel 2007, una treccia lunga ben 56 metri e 50 centimetri.



Il Guinness si è svolto in via Mezzacapo che per l’occasione è stata trasformata in uno speciale laboratorio caseario all’aperto. I casari hanno lavorato 3300 litri di latte crudo. Quindi hanno impastato 400 kg di cagliata prima di procedere alla stenditura di tre filari di treccia di circa settantacinque metri ognuno. Terminate tali fasi la squadra dei casari ha iniziato l’ultimo atto della prova ovvero intrecciare il fior di latte. Si è trattato dell’operazione più difficile e delicata al tempo stesso. Comunque, anche con l’ausilio degli spettatori che per l’intera gara hanno incitato a voce alta i casari, si è riusciti ad intrecciare sino a 65 metri e 50 centimetri portando così a termine positivamente il Guinness. A certificare il record il cancelliere del Tribunale di Sala Consilina, Pietro Cusati ed il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari i quali, al termine delle operazioni di confezionamento, hanno redatto un verbale in cui, con dovizia di particolari, sono state indicate le regole che hanno seguito i casari salesi per la realizzazione del Guinness stesso.
Al termine della prova, la mega treccia è stata distribuita a tutti i presenti.
Il record e’ stato irradiato in tutto il mondo attraverso un’apposita diretta web ed, inoltre, ripreso anche dalle telecamere di “Festa Italiana”, la popolare trasmissione televisiva di RAI UNO, condotta da Caterina Balivo, presente a sala Consilina con l’inviata Valeria Vendemmia.
L’evento rientrava nell’ambito della terza edizione di “Sala…gustando”, la manifestazione che si pone l’obiettivo di promuovere i prodotti tipici del centro capo fila del Vallo di Diano, e, piu’ in particolare, il broccolo di rapa ed il fior di latte.



“Siamo più che soddisfatti, sottolinea il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari. Attraverso il record da tre anni a questa parte, promuoviamo il nostro fior di latte, prodotto di cui ne siamo molto orgogliosi”. Al sindaco fa eco anche l’assessore provinciale all’Agricoltura, Corrado Martinangelo, il quale ha detto che: “Sala…gustando dovrà entrare a far parte delle manifestazioni regionali che promuovono le tipicità della Campania. E’ un evento che merita la massima attenzione da parte delle istituzioni, in quanto funge da catalizzatore e, quindi, è un ottimo veicolo promozionale del fior di latte”.
“Sala…Gustando”, organizzata dal comune di Sala Consilina, si è avvalsa del patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno (assessorato alle Attività Produttive, di Casa Artigiani Salerno e del Piano Sociale di Zona S4.)



Questi i caseifici salesi artefici del nuovo Record






fonte: www.salagustando.com

sabato 20 settembre 2008

Melanzane imbottite al sugo di pomodoro

Anche se la stagione delle melanzane è ormai verso la fine, si riesce ancora a trovare al mercato o dal fruttivendolo di fiducia prodotto buono italiano.

La ricetta che Vi proponiamo oggi ci è data dall'Agriturismo Fattoria Alvaneta di Padula. Un agriturismo che se vi trovate in zona nel Cilento Vallo di Diano, Vi consigliamo di visitare.

Niente piscina, sale lussuose in pietra e altri effetti speciali. Un casolare semplice e pulito, con una cucina trazionale e fatta davvero con prodotti propri. Alla fine di questo post Vi indichiamo come raggiungerlo.

Veniamo alla ricetta per le classiche 4 persone

Ingedienti:

700gr di melanzane;
5 uova;
100gr di pane raffermo;
200 gr di cacioricotta del cilento;
700 gr di pomodori maturi;
1 spicchio d'aglio, prezzemolo, basilico, 100 gr di farina bianca, 200 gr di pan grattato, olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preparazione:

Tagliate le melanzane a rondelle e mettetele sotto sale grosso su uno scolapasta a perdere acqua per un paio d'ore. Preparare limpasto per la farcitura con 3 uova, il formaggio grattugiato, prezzemolo, e aglio tritati e il pane bagnato e strizzato.

Mettete uno strato di farcitura tra una melanzana e l'altra, infarinate, passate nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Ponete le melanzane in olio bollente e friggere a calore moderato. Preparate un sugo con l'olio e il passato di pomodoro allungato con un pò d'acqua, quando bolle disponete in una teglia le melanzane fritte, salate e a cottura quasi ultimata aggiungete qualche foglia di basilico fresco.

Una felice domenica a tutti.

Fonte ricetta: Agriturismo, Fattoria Alvaneta

Agriturismo Fattoria Alvaneta
C.da Alvaneta, Strada P.le Padula - Arenabianca
84030 Padula (Sa) - Italia
Tel. e Fax 0975 77139 - Cell. +39 328 7046591
http://www.fattoriaalvaneta.it/