giovedì 31 luglio 2008

Carciofo Bianco di Pertosa e del Basso Tanagro



Una sera di quasi fine primavera, a metà maggio insomma, si svolge a Pertosa la Sagra del Carciofo Bianco. E' un appuntamento immancabile per tanti cittadini del Vallo Di Diano, innamorati di questo particolare prodotto. Ci si ritrova così in nella piazza centrale del piccolo paesino, tutti a mangiare pasta e carciofi, antipasto con carciofi, carciofi in padella e quant'altro.

E' sempre una bella serata, noi ci andiamo ogni anno, in quanto oltre alla squisitezza dei piatti, il clima, l'atmosfera, innagura un po' tutte le sagre e le feste estive che si tengono nei paesi del Vallo per poi tutta l'Estate.

Toriniamo al carciofo: Vi chiederete cosa avrà di particolare questo carciofo Bianco di Pertosa. Bene ve lo diciamo, è innanzitutto un tantino piu' piccolo dei Carciofi che siamo abituati a vedere, testa tondeggiante, quindi le foglie sono arrotondate senza spine, morbido, di colore di un verde pisellino, piu' tenue del classico. Sapore delicato, sfizioso saporito.



Pertosa, un paese con poco più di 600 abitanti, 70 chilometri a sud di Salerno, è nota per le sue grotte: straordinarie cavità naturali nate in seguito a fenomeni carsici, risalenti a oltre trentacinque milioni di anni fa. Abitate fin dall’età della pietra, le grotte di Pertosa si sviluppano per oltre 2.500 metri con caverne e gallerie imponenti attraversate da corsi d’acqua navigabili tra stalattiti e stalagmiti: sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Ma Pertosa – con i comuni limitrofi di Auletta, Caggiano e Salvitelle – custodisce un altro unicum di biodiversità. Qui si coltiva una varietà di carciofi fra le più insolite della penisola: il carciofo Bianco di Pertosa o del basso Tanagro, il fiume che attraversa tutta la zona di coltivazione, posta fra i 300 e i 700 metri sul livello del mare. Il nome esprime la sua caratteristica più evidente: è un carciofo di colore chiarissimo, verde tenue, bianco argenteo. Le infiorescenze sono grandi, rotonde, globose, senza spine, con un caratteristico foro alla sommità. Ad oggi appena tre ettari sono destinati al carciofo Bianco, divisi fra una trentina di contadini che coltivano perlopiù per il consumo familiare in piccoli appezzamenti ai bordi dei campi.

Una realtà produttiva marginale quindi, eppure le potenzialità di questo prodotto sono straordinarie. Le rare qualità organolettiche, unite alla sua salubrità (la coltivazione, se pure priva di certificazione, è assolutamente naturale, non prevedendo né trattamenti, né concimi chimici), fanno del carciofo Bianco un possibile traino per tutta l’economia agricola della zona.



A tavola
Le particolarità del Bianco di Pertosa sono numerose, ma su tutte vanno segnalate la resistenza alle basse temperature, la colorazione tenue (un verdolino chiaro, quasi bianco), la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne. Caratteristiche che lo rendono un ottimo carciofo da mangiare crudo, magari in pinzimonio con l’olio extravergine di oliva della zona, l’eccellente Dop Colline Salernitane.

Ideale matrimonio gastronomico che unisce anche le due principali vocazioni agricole dell’area: i minuscoli campi di carciofi (quasi sempre di poche centinaia di metri quadri), infatti, tradizionalmente si alternano agli olivi.

Area di produzione
Comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella Valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno)

Presidio sostenuto da
Comune di Pertosa, Comune di Auletta, Comune di Caggiano, Comune di Salvitelle, Comunità Montana del Vallo di Diano, Comunità Montana della Valle del Tanagro

Se vi abbiamo fatto venire fame e volete assaggiare i carciofini di pertosa sott'olio extravergine di oliva o in patè, beh siamo gli unici e in esclusiva a venderlo on line

Vai:

Carciofo di Pertosa

Patè di Carciofi

martedì 29 luglio 2008

Bosco La Cerreta - Cognole - Casalbuono (SA)



Se siete nei pressi del Vallo di Diano, Vi inviatiamo a fermarVi a fare una passeggiata nel bosco più importante della Valle.








La Cerreta appunto a Casalbuono rappresenta con i suoi 824 ettari è l'oasi naturale più importante. La ricca vegetazione e gli animali che la popolano, cervi, capre, scoiattoli, cinghiali rendono la passeggiata nel bosco davvero unica e interessante.




Il bosco fù donato da Carlo D'Angiò ad un barone di Montesano. Nel 1636 fù acquistato dal Priore della Certosa di San Lorenzo. Con l'unità Nazionale diventò Demanio dello Stato insieme a tutti gli altri beni della Chiesa. La Cerreta è entrata a far parte del patrimonio dell'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e nel 1975 è stato trasferito alla regione Campania, che lo gestisce con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.
La foresta di estende con un immenso manto verde sulle innumerevoli, dolci colline che sgorgono tra il fiume Calore e i primi contrafforti del Monte Cervati (1829 mt il più alto della Campania).

L'immancabile foto di gruppo (parziale).



E' un luogo di staordinaria bellezza dove tantissime piante di cerro, come alti giganti svettano verso il cielo; nel silenzio si ode il fruscio delle chiome e il cinguettio degli uccelli, si ascolta lo scrosciare delle acque che sgorgano dalle sorgenti; anche nel tardo autunno la foresta rivive in un tripudio di colori che lasciano il passo alla candida neve dell'inverno; in primavera sul verde tenero dell'erba spuntano le infinite pennellate dei fiori che sbocciano e che saranno baciati dal caldo sole dell'estate.

La foresta Cerreta può essere visitata tutti i giorni dalle ore 08:00 alle 18:00. Maggiori info: Settore Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste.




Foto a cura di Pietro.
Fonte Notizie: Regione Campania Assessorato Agricoltura Foreste Caccia e Pesca.

Sponsor: Vini Bianchi BuoniaTavola.it

Fagioli Ciuti IGP

sabato 26 luglio 2008

Il Caciocavallo Silano e il Caciocavallo Podolico



La Storia

Il caciocavallo Silano è senza alcun dubbio, fra i più antichi e tipici formaggi a pasta filata del Mezzogiorno. Della sua produzione ne accennava già Ippocrate, nel 500 A.C., discorrendo dell'arte usata dai greci nel preparare il "Cacio". Con Reg. CE 1263/96 il Caciocavallo Silano ha ottenuto l'ambita D.O.P. europea entrando, così nel gotha dei prodotti che potranno fregiarsi dei marchi di tutela comunitari. Tale marchio garantisce la genuinità e salubrità del Caciocavallo Silano, formaggio prodotto esclusivamente con latte fresco provenienteb da allevamenti bovini situzti nei territori elencati nel Disciplinare di produzione depositato a Bruxelles, secondo un processo di lavorazione, minuziosamente definito nella norma, che affonda le sue radici nella più nobile tradizione casearia meridionale.

Il Caciocavallo Silano è marchiato a fuoco forma per forma ed etichettato con etichette alfanumeriche. Per tutelarne la produzione è nato nel Dicembre 1993 ad iniziativa di alcuni produttori il Consorzio di Tutela del Caciocavallo Silano, con sede in Cosenza. Gli scopi del Consorzio, al quale attualmente aderiscono numerose aziende agricole e caseifici e naturalmente anche il Caseificio Starace di Sassano, sono quelli di promuovere iniziative che mirino alla tutela di tale produzione, attraverso un attenta verifica dei livelli quantitativi del prodotto ed un adeguata campagna di informazione che ponga in guardia il consumatore dalla presenza sul mercato di numerosi formaggi venduti sotto la denominazione "Caciocavallo" prodotti però, spesso con latte o cagliata di importazione.

Il Caciocavallo Silano, formaggio sano e genuino, è ricco di vitamine, sali minerali, proteine e, per le sue spicate qualità nutritive, è particolarmente indicato nella dieta dei bambini, degli sportivi e degli anziani. Per produrre un Kg di Caciocavallo Silano, occorrono circa 10 litri di latte fresco, e il suo valore nutritivo, per 100 gr. di formaggio, corrisponde a ben 180 gr. di carne bovina e a 200 gr. di trota.

L'Area di produzione del Caciocavallo Silano, configurata a macchia di Leopardo, si colloca in prevalenza lungo la dorsale apeenninica meridionale, riunendo specifici ambiti territoriali di ben nota vocazionalità situati nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, in una sintesi storico-culturale-ambientale a difesa di una produzione tipica meridionale.

La produzione

La Produzione del Caciocavallo Silano inizia con la coagulazione del latte fresco alla temperatura di 36/38 gradi usando caglio in pasta di vitello o capretto. Quando la cagliata a raggiunto al consistenza voluta, dopo alcuni minuti si procede alla rottura della stessa fino a che i grumi abbiano raggiunto le dimensioni di una nocciola. Inizia quindi la fase di maturazione della cagliata, che consiste in una energica fermentazione lattica la cui durata varia in media dalle 4 alle 10 ore e può potrarsi ulteriormente in relazione all'acidità del latte lavorato, alla temperatura, alla massa o ad altri fattori. La maturazione della pasta è completata quando la stessa è nelle condizioni di essere filata ed il controllo sui tempi di maturazione si effettua mediante prelievi, a brevi intervalli, di piccole parti della pasta stessa che vengono immerse in acqua quasi bollente per provare la sua elasticità e cioè la sua filatura. Segue un operazione caratteristica consistente nella formazione di una specie di cordone che viene plasmato fino a raggiungere la forma voluta. Si procede, quindi alla chiusura della pasta all'apice di ogni singolo pezzo, immergendo la parte velocemente in acqua bollente e completando l'operazione a mano. Le forma così plasmate vengono immerse prima in acqua di raffreddamento e poi in salamoia per la salatura che avviene per immersione ed, in relazione al peso, per un periodo di tempo variabile. Tolte dalla salamoia, le forme vengono legate a coppia con appositi legacci, e sospese a delle pertiche di stagionatura, la cui durata minima è di 30 giorni, e la successiva marchiatura a fuoco. La forma puo essere ovale, o a tronco conica, con sottile, liscia, di marcato colore paglierino; la pasta è omogenea e compatta con un sapore aromatico, piacevole molto delicato e tendenzialmente al dolce quando il formaggio è giovane, fino a divenire piccante a maturazione avanzata.

Consigli :

Per la degustazione: Per gustare al meglio il Caciocavallo Silano è necessario toglierlo dal frigo almeno un ora prima affinche possa esprimere tutta la sua fragaranza.

Per la conservazione: Dopo l'acquisto il Caciovallo Silano và avvolto preferibilmente con un telo di canapa o cotone, freco di bucato, affinchè possa continuare la sua stagionatura e conservato nella parte meno fredda del frigorifero.

Fonte: Consorzio di Tutelela del Caciovallo Silano DOP - Via Forgitelle sn - Camigliatello (CS)

Il Caciocavallo Podolico



Nella zona di Viggiano e della Val d’Agri è diffuso l’allevamento della vacca Podolica, una razza rustica, pare originaria dell’Ucraina, introdotta al seguito delle invasioni barbariche, resistente, che si adatta molto bene all’ambiente montano del sud-Italia. D’inverno si adatta molto bene alla vita all’aperto e alle basse temperature e partorisce i vitelli nella neve.

Dalla mucca podalica, rigorosamente allevata al pascolo brado, si ottiene un latte dalle superbe qualità organolettiche, molto particolare e di qualità eccellente, ricco di grassi e proteine dall’elevata attitudine alla caseificazione, con il quale si produce il caciocavallo.
Questo nome deriva dal fatto che le forme di formaggio vengono appese per la stagionatura, legate a coppia, a cavallo di un sostegno.

Il Caciocavallo Podolico di Viggiano si presenta in forma tondeggiante, ha una caratteristica crosta liscia e sottile, che s’ispessisce durante la maturazione. La pasta, morbida ed uniforme, di colore giallo paglierino, dopo appena tre mesi di stagionatura è già ottima da mangiare. Con il passare del tempo la pasta diventa sempre più dura e con strati che si sfogliano. Il sapore che dapprima è dolce, diventa piccante e delicato dopo qualche tempo, caricandosi di tutti gli aromi ed i profumi apportati dalle erbe selvatiche di cui le vacche Podoliche si nutrono al pascolo brado e il formaggio diventa perfetto intorno ai tre anni.
La produzione è concentrata principalmente nel periodo primaverile ed estivo quando gli animali sono all’alpeggio e partoriscono i vitelli.

Se ben stagionato, il caciocavallo podolico può essere servito come antipasto, con salumi, abbinato ad un rosato di corpo o ad un bianco robusto (Greco di Tufo o Fiano di Avellino) oppure a conclusione del pranzo con un rosso ben strutturato quale il DOC Terre dell’Alta Val d’Agri.

Per chi volesse comprare on-line nel ns negozio:



Caciocavallo Silano;
Caciocavallo Podolico;
Caciocavallo Lucano.

Prodotti Tipici Vallo Di Diano e Cilento, BuoniaTavola, formaggi.

giovedì 24 luglio 2008

I Dolci Napoletani - Luciano Pignataro

Domenica 27 luglio – ore 21,00
Nell’ambito della terza rassegna letteraria

“DOMINA POSITANO”

evento culturale organizzato con il patrocinio del Comune di Positano
e dell´Azienda di Soggiorno e Turismo di Positano.
presentazione del libro

I DOLCI NAPOLETANI



di Luciano Pignataro

Insieme all’Autore
intervengono

Alfonso Sarno - giornalista
Mario Amodio - giornalista
Marcello Gaglione - dietologo

Modera Angelo Ciaravolo – Consigliere Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti
Seguirà degustazione di dolci napoletani preparati dalla Pasticceria La Torre

Saranno presenti all'incontro il sindaco di Positano Domenico Marrone
e il presidente dell’Azienda di Soggiorno e Turismo Benedetto Santangelo

Hotel Domina Royal - Via Pasitea 344 - tel. 089 875000
84017 - Positano (Napoli)
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Il libro: Il babà, la pastiera, la sfogliatella, e poi le zeppole, la zuppetta, gli struffoli, i susamielli, i rococò: attorno ai grandi classici della pasticceria napoletana, ciascuno ricco di storia e di variazioni sul tema, il libro esplora il gusto dolcissimo della città e della regione. Una tradizione straordinaria nella quale si coniugano mirabilmente la millenaria eredità greca e mediterranea tramandata nei giorni delle feste contadine in campagna e gli aristocratici elementi di innovazione che i Borbone importarono dalla Francia dell’Ottocento. Queste le radici profonde della scuola dolciaria partenopea, tra le più importanti al mondo, aggiornata dallo sviluppo dell’alta ristorazione e dall’inesauribile fantasia dei napoletani. Ecco allora le ricette più famose accanto a quelle scoperte per caso; dolci classici, tradizionali o innovativi da fare a casa, con comodo, per poi sperimentare tutte le golose varianti. Dagli agriturismi ai grandi chef, dalla memoria familiare alle invenzioni più recenti: un tripudio di dolcezza da non perdere.

Luciano Pignataro è giornalista al «Mattino» di Napoli. Collaboratore dei «Ristoranti d’Italia» dell’Espresso dal 1998 e coordinatore nel Sud per la guida dei vini del Touring Club, ha scritto numerose guide enogastronomiche sul Mezzogiorno. Segue il settore vino nel Blog Café del sito Squisito! di San Patrignano e il suo sito specializzato (www.lucianopignataro.it) è uno dei più visitati in Italia per il Food&Beverage. Con la Newton Compton ha già pubblicato La cucina napoletana di mare, divenuto un classico della “new age partenopea” a tavola.


GMN 129
Rilegato
416 pagine circa
€ 19,90

ISBN 978-88-541-1073-1

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I GIORNALISTI INTERESSATI A RICEVERE COPIA DEL LIBRO O A INTERVISTARE L’AUTORE, POSSONO RIVOLGERSI AI RECAPITI SOTTO INDICATI

Ufficio stampa Newton Compton
Fiammetta Biancatelli - cell. 347.2154309 - fiammettabiancatelli@newtoncompton.com
Via Portuense 1415 – 00148 Ponte Galeria – Roma - Tel. 06/65002553 –fax 06/65002892
www.newtoncompton.com

lunedì 14 luglio 2008

Qualche foto della nuova enogastronomia a Polla

Come promesso di seguito trovate qualche foto, per il resto Vi aspettiamo in sede Buoniatavola !









sabato 12 luglio 2008

Finalmente siamo tornati !

Eccoci dopo tre mesi di trasloco, lavori e impicci vari ce l'abbiamo fatta !

Buoniatavola a Polla è aperto.

Ancora non sistemati del tutto (ci manca ancora l'attivazione dell'ADSL) ma poi per il resto abbiamo completato quasi tutto.

Telecom si è impegnata a risolvere i problemi entro lunedì sera, speriamo sia così, Vi faremo vedere quindi le foto della nuova sede la prossima settimana.

Che bello essere tornati, sabato all'inagurazione abbiamo avuto oltre 200 ospiti, tanti complimenti e anche se l'orario non era proprio felice, insomma dalle 17:00 abbiamo chiuso alle 23:00. Anche il bilancio sia di presenze che di vendite di questa prima settimana è stato molto più che incoraggiante, ricordiamoci che siamo in piena estate e salumi, formaggi e vino non sono proprio l'ideale.

Successone per i vini alla spina, in maniera particolare per il rosato veneto Rabosello che serviamo già fresco a 6 gradi, fin'ora sono andati via già 3 fusti, bene anche per il bianco frizzante Profiz, anch'esso servito già fresco. Poi come sempre sono piaciuti tano i nostri cavalli di battaglia Pecorino Canestrato di Moliterno Biologico, e i salumi.

Anche i prodotti del nuovo caseificio (Caseificio San Giuseppe di Atena Lucana) che abbiamo inserito come il Fiordilatte, Treccione, Scamorza, Ricotta fresca e Caciocavallo Fresco sono piaciuti molto.

Che dire poi della nuova linea di prodotti di Cetara, Pesto, Colatura di Alici, Tonno, ecc sono andati letteralmente a ruba.

Insomma come dire siamo onesti e non modesti un gran successo. Speriamo che continui così, il resto e le foto la prossima settimana.

PS: Dimenticavo bene anche le vendite dell'e-commerce, è come se anche gli amici in rete aspettassero il nostro ritorno.

lunedì 16 giugno 2008

Nuova Apertura a Polla : Sabato 05 Luglio ore 19:00

Finalmente è ufficiale, terminati i lavori di ristrutturazione, stiamo ultimando anche l'allestimento del nuovo punto vendita di Polla.

Di seguito riportiamo qualche dato:

Mq di vendita : 45
Mq di deposito: 65
Mq di altri locali 12

Scaffalatura in legno dedicata al vino 7 elementi da 1mt lineare su 5 livelli
Scaffalatura in legno dedicata ai prodotti tipici: 3 elementi da 1 mt lineare su 3 livelli + espositori e merce a terra
1 Murale da 2mt lineari a temperatura controllata per la conservazione dei salumi e formaggi.

Vini trattati : Tutta Italia : circa 150 referenze + Campania e Basilicata : circa 120 referenze - Per complessivamente 270 etichette

Altre referenze trattare: Grappe, Liquori, Rum, Spumanti.

Vino Sfuso: 4 linee alla spina - Aglianico IGT e Merlot IGT a temperatura. Un bianco da individuare e un rosè serviti freddi.

Altri prodotti che trovate solo da noi: Pecorino Canestrato di Moliterno, Fagioli di Sarconi,Peperone di Senise, Fico Bianco del Cilento, Soppersata di Gioi, Olio Extravergine di Oliva Dop del Cilento, Colatura di Alici di cetara, Pasta di Gragnano, Carciofo Bianco di Pertosa, Provolone del Monaco dei Monti Lattari, e Ceramiche di Vietri, Taglieri in radica d'ulivo, e tanto altro ancora.

Veniteci a trovare : inagurazione a Polla Sabato 05 Luglio 2008 ore 19:00.

Vi aspettiamo

www.buoniatavola.it

Michele Lamanna