Rieccoci quà. Tra qualche giorno pubblicheremo alcune foto scattate nel Gargano. Era per noi la terza volta che avevamo scelto il Gargano per la ns vacanza, ma quest'anno purtroppo non è andata molto bene, prima gli incendi, sono arrivati a meno di un kilometro dal ns villaggio e praticamente sulla costa della spiaggia,...insomma Vi evito i particolari, poi la prima settimana temperature assurde , martedì 22 luglio alle 13:00 c'erano 47 gradi, dico quarantasette ! alle 21:30 la sera 39 , ragazzi non si respirava, sembrava di stare di faccia difronte al phon, non so se rendo l'idea. Questa settimana invece un vento fortissimo ci ha impedito praticamente di fare il bagno e di tenere aperti gli ombrelloni. Beh oltre alla malinconia di essersi già fatte le ferie c'è anche un po' di amaro in bocca per come sono andate. Comunque tornando agli incendi, la mia esperienza è che non si è visto nessuno fino alle 12:30 - 13:00 dalle 09:00 di mattina !, Chi abbia sbagliato non lo so' ma il fuoco senz'acqua e a quelle temperature e con quel vento certo non si sarebbe spento da solo. Aggiungo un'altra cosa negativa i prezzi , rispetto allo scorso anno sono quasi raddoppiati, esempio un gelato al tavolo l'anno scorso 4,50 Euro quest'anno 7,00 Euro, un primo di mare l'anno scorso 6,00 Euro - quest'anno 10,00, un giro in giostra per bambini 3,00 Euro !....
Alla prossima, Michele
lunedì 6 agosto 2007
giovedì 19 luglio 2007
Buoni a Tavola augura Buone Vacanze !
Finalmente è arrivato il giorno di partire. Per due settimane staremo senza blog, ricette, e-commerce (Un po' ci dispiace....., ma giusto un po') In Spiaggia sotto il sole a non far nulla ! Oby ozio assoluto, massimo impegno partecipare a giorni alterni al gioco aperitivo !.
Buone Vacenze a tutti, ritorneremo il 05 Agosto . Ciao !
Buone Vacenze a tutti, ritorneremo il 05 Agosto . Ciao !
Buoni a Tavola consiglia: Parco in Fiore - Polla 26, 27, 28 Luglio 2007
Si svolgerà il 26, 27, 28 Luglio 2007 l'ottava edizione di Parco in Fiore, festa e appuntamento Culturale e Gastronomico di rilievo che si svolge nel cuore del Centro Storico di Polla. Tre bellissime serate tra vicoli, chiese e piazze della Vecchia Polla con spettacoli, si segnala la partecipazione nelle serate del comico Lino Barbieri, e dell'Artista napoletano Beppe Barra e con la possibiltà di assaggiare piatti della tradizione gastronomica locale. Per maggiori info visitate il sito www.parcoinfiore.it .
sabato 14 luglio 2007
Ristorante Surgelato
Dovrebbero davvero scriverlo anche sull'insegna quando un ristoratore utilizza prodotti surgelati. Passi per le patate fritte, o per qualche pesciolino di tanto in tanto, ma trovarsi al ristorante primi piatti surgelati, pizza surgelata ci lascia davvero perplessi, e l'asterisco di fianco alla portata e la piccola nota in fondo alla pagina crediamo che sia davvero poco come "comunicazione" e trasparanza verso il consumatore.
Siamo rientrati ieri sera da Roma, dove tra l'altro a ns avviso si mangia bene, e abbiamo scoperto che molti dei ristoratori del centro, tra Fontana di Trevi e Piazza Navona fanno ampio uso di prodotti surgelati. Insomma ai turisti, che vengono in visita alla capitale facciamo trovare una bella pizza surgelata o dei bucatini alla matriciana, rigorosamente surgelati. Dimenticavo sempre piu' poi le cucine sono gestite da stranieri. Attenzione non si tratta di razzismo, nulla contro gli stranieri, crediamo solo che cucinare sia una tradizione, è nella cultura delle persone, nelle tradizioni, quindi una matriciana appunto fatta da un Egiziano, insomma nella cucina egiziana pecorino e pancetta ....! Boh ? In questo caso comunque era solo da scongelare quindi và bene tutto ! Ribadiamo che in centro ci sono degli ottimi ristoranti e trattorie tipiche (giusto per citarne qualcuno , da Antonio al Panteon, Ristorante Quirino, Er Faciolaro, I Tre Scalini, Sora Lucia, e tanti altri...) e che per fortuna i locali che utilizzano prodotti surgelati sono decisamente in minoranza, bisognerebbe comunque evidenziare meglio quali ristoratori utilizzano prodotti freschi e quali no, magari con un marchio, tipo un bollino come quelli che appare sotto ai titoli dei film prima che inizino, non credete anche Voi ? Alla prossima Michele L.
Siamo rientrati ieri sera da Roma, dove tra l'altro a ns avviso si mangia bene, e abbiamo scoperto che molti dei ristoratori del centro, tra Fontana di Trevi e Piazza Navona fanno ampio uso di prodotti surgelati. Insomma ai turisti, che vengono in visita alla capitale facciamo trovare una bella pizza surgelata o dei bucatini alla matriciana, rigorosamente surgelati. Dimenticavo sempre piu' poi le cucine sono gestite da stranieri. Attenzione non si tratta di razzismo, nulla contro gli stranieri, crediamo solo che cucinare sia una tradizione, è nella cultura delle persone, nelle tradizioni, quindi una matriciana appunto fatta da un Egiziano, insomma nella cucina egiziana pecorino e pancetta ....! Boh ? In questo caso comunque era solo da scongelare quindi và bene tutto ! Ribadiamo che in centro ci sono degli ottimi ristoranti e trattorie tipiche (giusto per citarne qualcuno , da Antonio al Panteon, Ristorante Quirino, Er Faciolaro, I Tre Scalini, Sora Lucia, e tanti altri...) e che per fortuna i locali che utilizzano prodotti surgelati sono decisamente in minoranza, bisognerebbe comunque evidenziare meglio quali ristoratori utilizzano prodotti freschi e quali no, magari con un marchio, tipo un bollino come quelli che appare sotto ai titoli dei film prima che inizino, non credete anche Voi ? Alla prossima Michele L.
mercoledì 11 luglio 2007
Truffa Esercenti - Attenzione ai pagamenti con Carta di Credito - Due
Meno di un mese fà sul ns BLOG di Vinix parlavamo di una brutta esperienza avuta con una cliente di Napoli. (Alla fine di questo Post riportiamo integralmente il Post scritto, per chi non lo avesse letto).
Oggi vogliamo aggiornarVi su com'è finita. Allora Banca Sella come previsto ci ha "scaricati", .....cari www.buoniatavola.it non avete sottoscritto il Contratto Verificated by Visa, ma quello Standard e quindi c...zi vostri ! Recuperate con il Cliente ci hanno detto ! Bene noi comunque ci abbiamo provato; prima abbiamo inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno che ci è stata puntualmente restituita da Poste Italiane con la causale "Destinatario Sconosciuto". Ma come 2 mesi è mezzo prima le stesse Poste hanno consegnato 4 Pacchi e ora il destinatario e sconosciuto ? - Avviato Reclamo a Poste Italiane. Secondo tentativo abbiamo mandato un ns carissimo amico Napoletano a fare un sopralluogo, ecco cosa ci ha scritto: (Riportiamo integralmente senza citare la fonte per ovvie ragioni....)
"Ciao Michele, era come prevedevo. Il numero 50 esiste ma purtroppo la cosa è
difficile da spiegare. Nella palazzina dove è arrivata la merce è una
base di spaccio di sostanza stupefacenti e le persone che la gestiscono
sono affiliati ad un clan camorristico. Quindi il trasportatore che
avrà consegnato gli alimenti non sarà nemmeno arrivato al civico, ma
fermato dalle persone in strada, dato che in quel vicolo si conoscono
tutti quanti. Un consiglio, evita di andare, ma fai la denuncia alla
polizia stesso dove abiti, senza aver paura. Spiega quello che è
successo, dici che sei andato a farti un giro ed hai visto quello che
ti ho raccontato. Basta, tale cosa resterà anonima poi ci penseranno
loro. Poi fai tu, ma pensaci. In vico Taverna Penta come nelle strade
adiacenti c'è una faida in corso ed è meglio eviatare di andarci di
persona, anche perché ti metterebbero le mani addosso. Comunque fai
come ti ho detto se ti va. Può darsi che è la volta buona che li
spediscono al gabbio tutti quanti. Piccolo consiglio da napoletano.
Prima di fare le consegne in questa città guarda su internet dove
spedisci. Ad esempio, Scampia, Quartieri Spagnoli, Forcella, Case
Nuove, Sanità e tante altri quartieri, fatti pagare in contanti. ciao"
Bene a parte i 500,00 Euro persi, su cui ormai ci siamo rassegnati, quello che invece ci lascia perplessi e stupiti e che oggi a un ora di macchina da qui esitano queste cose. Posti dove non si puo' andare, faide, truffe, omicidi, alla luce del sole e non si riesce ad intervenire ! Se il Napoli Calcio dopo sette anni si è riscattato e finalmente oggi puo' fare la serie A, il Napoli "società civile" è ancora molto lontano anche solo da poter immaginare di stare in serie A. A parte le metafore mi ci fà paura che esistano queste cose, che lo Stato non intervenga in maniera drastica, senza tolleranze, e che tutto cio' sia tanto vicino a noi....
Alla prossima Michele L.
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Attenzione ai pagamenti con Carta di Credito !
Post del 19 Giugno 2007 - Blog di www.buoniatavola.it di Vinix
E' incredibile, quasi non ho dormito tutta la notte, mi hanno truffato circa 500,00 Euro. Infatti poco prima di Pasqua ho ricevuto un ordine on-line per 490,00 e rotti Euro, regolarmente pagato con Carta di credito tramite circuito GestPay di Banca Sella.
Il Cliente era di Napoli (guarda caso, mi dispiace fare questa osservazione proprio io campano, ma purtroppo è la triste verità ). Per la verità ho avuto qualche dubbio, tant'è che prima di spedire ho confermato la transazione su GestPay, e ho spedito assicurando i Pacchi. Uno di essi era in Contrassegno quasi 80,00 euro e mi è stato regolarmente pagato (si trattava di modifiche e integrazioni all'ordine originale).
Un mese fà circa mi arriva una comunicazione di Banca Sella in cui mi dice di fornire tutta la documentazione dell'avvenuta vendita, in quanto la cliente (F.S), non riconosceva l'addebito. Ho inviato regolarmente copia ordine, copia fattura, copia dei 6 bollettini dei pacchi e copia delle transazioni avvenute con la Carta. Ieri mi ha scritto di nuovo Banca Sella dicendomi che il ricorso presentato non è stato accolto e che mi vengono quindi addebitati i quasi 500,00 Euro.
Telefono in Azienda per chiedere spiegazioni, ma mi perdo al risponditore automatico, scrivo una mail di protesta. Vado su Google a verificare dove si trova l'indirizzo del Cliente "Vico Canale a Tavernapenta n.50 - Napoli" e scopro che è un vicolo dei Quartieri Spagnoli !
Chiamo un mio fornitore di Napoli, chiedo dei consigli, mi dice di insistere con la Banca, con il Cliente non ne vale la pena, non lo conosce, ma la zona "nunnè bona !" mi dice che non conviene nemmeno andarci, rischierei e poi molte persone nel quartiere sono daccordo, si coprono a vicenda, mi racconta una sua storia.......ci credete hanno truffato anche Lui.....
Cosa Faccio ? Il numero di telefonino che il cliente mi aveva fornito in fase di registrazione non è piu' attivo, anche il codice fiscale con cui si è registrato non è valido. Non mi resta che sporgere denuncia verso il cliente, rivolgermi ad un avvocato per richiedere a Banca Sella il rimborso e poi sperare .........e io che credevo che il pagamento con carta di credito era il sistema piu' affidabile e sicuro per l'esercente !!!
Oggi vogliamo aggiornarVi su com'è finita. Allora Banca Sella come previsto ci ha "scaricati", .....cari www.buoniatavola.it non avete sottoscritto il Contratto Verificated by Visa, ma quello Standard e quindi c...zi vostri ! Recuperate con il Cliente ci hanno detto ! Bene noi comunque ci abbiamo provato; prima abbiamo inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno che ci è stata puntualmente restituita da Poste Italiane con la causale "Destinatario Sconosciuto". Ma come 2 mesi è mezzo prima le stesse Poste hanno consegnato 4 Pacchi e ora il destinatario e sconosciuto ? - Avviato Reclamo a Poste Italiane. Secondo tentativo abbiamo mandato un ns carissimo amico Napoletano a fare un sopralluogo, ecco cosa ci ha scritto: (Riportiamo integralmente senza citare la fonte per ovvie ragioni....)
"Ciao Michele, era come prevedevo. Il numero 50 esiste ma purtroppo la cosa è
difficile da spiegare. Nella palazzina dove è arrivata la merce è una
base di spaccio di sostanza stupefacenti e le persone che la gestiscono
sono affiliati ad un clan camorristico. Quindi il trasportatore che
avrà consegnato gli alimenti non sarà nemmeno arrivato al civico, ma
fermato dalle persone in strada, dato che in quel vicolo si conoscono
tutti quanti. Un consiglio, evita di andare, ma fai la denuncia alla
polizia stesso dove abiti, senza aver paura. Spiega quello che è
successo, dici che sei andato a farti un giro ed hai visto quello che
ti ho raccontato. Basta, tale cosa resterà anonima poi ci penseranno
loro. Poi fai tu, ma pensaci. In vico Taverna Penta come nelle strade
adiacenti c'è una faida in corso ed è meglio eviatare di andarci di
persona, anche perché ti metterebbero le mani addosso. Comunque fai
come ti ho detto se ti va. Può darsi che è la volta buona che li
spediscono al gabbio tutti quanti. Piccolo consiglio da napoletano.
Prima di fare le consegne in questa città guarda su internet dove
spedisci. Ad esempio, Scampia, Quartieri Spagnoli, Forcella, Case
Nuove, Sanità e tante altri quartieri, fatti pagare in contanti. ciao"
Bene a parte i 500,00 Euro persi, su cui ormai ci siamo rassegnati, quello che invece ci lascia perplessi e stupiti e che oggi a un ora di macchina da qui esitano queste cose. Posti dove non si puo' andare, faide, truffe, omicidi, alla luce del sole e non si riesce ad intervenire ! Se il Napoli Calcio dopo sette anni si è riscattato e finalmente oggi puo' fare la serie A, il Napoli "società civile" è ancora molto lontano anche solo da poter immaginare di stare in serie A. A parte le metafore mi ci fà paura che esistano queste cose, che lo Stato non intervenga in maniera drastica, senza tolleranze, e che tutto cio' sia tanto vicino a noi....
Alla prossima Michele L.
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Attenzione ai pagamenti con Carta di Credito !
Post del 19 Giugno 2007 - Blog di www.buoniatavola.it di Vinix
E' incredibile, quasi non ho dormito tutta la notte, mi hanno truffato circa 500,00 Euro. Infatti poco prima di Pasqua ho ricevuto un ordine on-line per 490,00 e rotti Euro, regolarmente pagato con Carta di credito tramite circuito GestPay di Banca Sella.
Il Cliente era di Napoli (guarda caso, mi dispiace fare questa osservazione proprio io campano, ma purtroppo è la triste verità ). Per la verità ho avuto qualche dubbio, tant'è che prima di spedire ho confermato la transazione su GestPay, e ho spedito assicurando i Pacchi. Uno di essi era in Contrassegno quasi 80,00 euro e mi è stato regolarmente pagato (si trattava di modifiche e integrazioni all'ordine originale).
Un mese fà circa mi arriva una comunicazione di Banca Sella in cui mi dice di fornire tutta la documentazione dell'avvenuta vendita, in quanto la cliente (F.S), non riconosceva l'addebito. Ho inviato regolarmente copia ordine, copia fattura, copia dei 6 bollettini dei pacchi e copia delle transazioni avvenute con la Carta. Ieri mi ha scritto di nuovo Banca Sella dicendomi che il ricorso presentato non è stato accolto e che mi vengono quindi addebitati i quasi 500,00 Euro.
Telefono in Azienda per chiedere spiegazioni, ma mi perdo al risponditore automatico, scrivo una mail di protesta. Vado su Google a verificare dove si trova l'indirizzo del Cliente "Vico Canale a Tavernapenta n.50 - Napoli" e scopro che è un vicolo dei Quartieri Spagnoli !
Chiamo un mio fornitore di Napoli, chiedo dei consigli, mi dice di insistere con la Banca, con il Cliente non ne vale la pena, non lo conosce, ma la zona "nunnè bona !" mi dice che non conviene nemmeno andarci, rischierei e poi molte persone nel quartiere sono daccordo, si coprono a vicenda, mi racconta una sua storia.......ci credete hanno truffato anche Lui.....
Cosa Faccio ? Il numero di telefonino che il cliente mi aveva fornito in fase di registrazione non è piu' attivo, anche il codice fiscale con cui si è registrato non è valido. Non mi resta che sporgere denuncia verso il cliente, rivolgermi ad un avvocato per richiedere a Banca Sella il rimborso e poi sperare .........e io che credevo che il pagamento con carta di credito era il sistema piu' affidabile e sicuro per l'esercente !!!
sabato 7 luglio 2007
Viaggio nei gusti del Vallo Di Diano con Buoni a Tavola
Ipotizziamo di parlare ad un turista desideroso di godere, oltre che delle bellezze ambientali e culturali presenti nel Vallo di Diano, dalla Certosa di San Lorenzo alle Grotte dell’Angelo, anche dei gusti più tipici dell’entroterra meridionale.
Diversi sono i ristoranti o gli agriturismi in cui è possibile assaggiare i piatti tradizionali, preparati con ingredienti del tutto genuini.
Tra gli antipasti ottimi sono i salumi locali come la salsiccia, le soppressate, i prosciutti e i capicolli ma gli antipasti sono anche a base di verdure. GLi sciuscilluni ad esempio, sono peperoni dolci lasciati seccare per qualche mese e poi tuffati nell’olio bollente oppure la ciambotta a base di melanzane e altre verdure.
Alcuni ristoratori propongono inoltre i ruospi ,pasta lievitata e fritta con acciughe.
Non può mancare il caciocavallo detto “dell’emigrante”, frutto dell’ingegno dei Valligiani, che emigravano nelle Americhe. Questi per nascondere alla dogana la soppressata, la nascondevano all’interno di un caciocavallo. E da allora la tradizione ha voluto che il caciocavallo tipico, fosse ripieno di salumi.
Regina a tavola è la pasta fatta in casa in mille modi diversi: fusilli, cavatelli, vermicelli, ravioli conditi col sugo.
Il giorno dell’Ascensione vengono preparati i tagliolini con latte, noce moscata e cannella, per ricordare l’Ascensione del Signore in una nuvola candida;
I parmarieddi, orecchiette di grande formato fatte con i polpastrelli delle dita e condite con ragù, sono preparati invece per la domenica delle Palme.
Tra i primi piatti inoltre, ricordiamo i vermicelli aglio e olio con mollica di pane e pezzi di acciughe, gli spaghetti ccu la middica conditi sempre con mollica di pane a cui si aggiungono uva passa, pinoli, acciughe e olio; le minestre: lagane e fagioli o in alternativa ceci o lenticchie insaporite con la porva, peperone dolce o piccante in polvere.
Tra i secondi e contorni si consiglia: il suffritt’ e patan’ (soffritto con patate e frattaglie), la costa di maiale con i peperoni in agrodolce, le ottime salsicce al finocchietto con le cime di rapa saltate, la cicoria selvatica con cotenna di maiale o con fagioli.
In quasi tutti i paesi del Vallo è usanza cucinare la cuccía il primo maggio, ad eccezione di Padula dove si prepara il 13 dicembre, giorno di S. Lucia, come accade anche in diversi paesi della Calabria e della Sicilia. Il nome viene dal greco kókkos, “granello” e costituisce uno dei tanti lasciti della cultura greca. Si tratta di una pietanza gustosa, consistente in grano ammollato e cotto con vari legumi in acqua o latte. In passato nel Vallo era abitudine cucinarla insieme su un grosso falò, dopo aver raccolto gli ingredienti nelle diverse case, e quindi distribuirla a tutto il paese come augurio per un buon raccolto e (… accusí stà stagione nu v’arrotano li muschiddi) come protezione dagli assalti dei moscerini.
infine, tra le tipicità ormai riconosciute nel Diano c’è il tipo di carciofo bianco di Pertosa, tenero e gustoso, dal colore verde chiaro e dalla forma leggermente allungata, che si coltiva esclusivamente nei comuni di Pertosa, Auletta, Caggiano e Salvitelle.
Ultimamente, data la sua tipicità, si stanno ampliando le aree di coltivazione, continuando tuttavia a garantire la genuinità del prodotto, con l’utilizzazione di concimazione organica ed evitando trattamenti fitosanitari. Per questo motivo è stato inserito tra i presidi Slow Food.
Da alcuni anni a maggio si organizza a Pertosa una sagra in onore del carciofo bianco con uno stand gastronomico e la degustazione di piatti tipici.
Salvatore Medici
Diversi sono i ristoranti o gli agriturismi in cui è possibile assaggiare i piatti tradizionali, preparati con ingredienti del tutto genuini.
Tra gli antipasti ottimi sono i salumi locali come la salsiccia, le soppressate, i prosciutti e i capicolli ma gli antipasti sono anche a base di verdure. GLi sciuscilluni ad esempio, sono peperoni dolci lasciati seccare per qualche mese e poi tuffati nell’olio bollente oppure la ciambotta a base di melanzane e altre verdure.
Alcuni ristoratori propongono inoltre i ruospi ,pasta lievitata e fritta con acciughe.
Non può mancare il caciocavallo detto “dell’emigrante”, frutto dell’ingegno dei Valligiani, che emigravano nelle Americhe. Questi per nascondere alla dogana la soppressata, la nascondevano all’interno di un caciocavallo. E da allora la tradizione ha voluto che il caciocavallo tipico, fosse ripieno di salumi.
Regina a tavola è la pasta fatta in casa in mille modi diversi: fusilli, cavatelli, vermicelli, ravioli conditi col sugo.
Il giorno dell’Ascensione vengono preparati i tagliolini con latte, noce moscata e cannella, per ricordare l’Ascensione del Signore in una nuvola candida;
I parmarieddi, orecchiette di grande formato fatte con i polpastrelli delle dita e condite con ragù, sono preparati invece per la domenica delle Palme.
Tra i primi piatti inoltre, ricordiamo i vermicelli aglio e olio con mollica di pane e pezzi di acciughe, gli spaghetti ccu la middica conditi sempre con mollica di pane a cui si aggiungono uva passa, pinoli, acciughe e olio; le minestre: lagane e fagioli o in alternativa ceci o lenticchie insaporite con la porva, peperone dolce o piccante in polvere.
Tra i secondi e contorni si consiglia: il suffritt’ e patan’ (soffritto con patate e frattaglie), la costa di maiale con i peperoni in agrodolce, le ottime salsicce al finocchietto con le cime di rapa saltate, la cicoria selvatica con cotenna di maiale o con fagioli.
In quasi tutti i paesi del Vallo è usanza cucinare la cuccía il primo maggio, ad eccezione di Padula dove si prepara il 13 dicembre, giorno di S. Lucia, come accade anche in diversi paesi della Calabria e della Sicilia. Il nome viene dal greco kókkos, “granello” e costituisce uno dei tanti lasciti della cultura greca. Si tratta di una pietanza gustosa, consistente in grano ammollato e cotto con vari legumi in acqua o latte. In passato nel Vallo era abitudine cucinarla insieme su un grosso falò, dopo aver raccolto gli ingredienti nelle diverse case, e quindi distribuirla a tutto il paese come augurio per un buon raccolto e (… accusí stà stagione nu v’arrotano li muschiddi) come protezione dagli assalti dei moscerini.
infine, tra le tipicità ormai riconosciute nel Diano c’è il tipo di carciofo bianco di Pertosa, tenero e gustoso, dal colore verde chiaro e dalla forma leggermente allungata, che si coltiva esclusivamente nei comuni di Pertosa, Auletta, Caggiano e Salvitelle.
Ultimamente, data la sua tipicità, si stanno ampliando le aree di coltivazione, continuando tuttavia a garantire la genuinità del prodotto, con l’utilizzazione di concimazione organica ed evitando trattamenti fitosanitari. Per questo motivo è stato inserito tra i presidi Slow Food.
Da alcuni anni a maggio si organizza a Pertosa una sagra in onore del carciofo bianco con uno stand gastronomico e la degustazione di piatti tipici.
Salvatore Medici
lunedì 2 luglio 2007
L'Aglianico del Vulture, il principe dei vini Lucani
L’Aglianico del Vulture trova la sua dimora naturale nei fertili terreni del complesso vulcanico del monte Vulture, una terra che con i suoi tanti castelli, centri storici e cattedrali racconta, ancora oggi, parte delle vicende della Basilicata.
E’ questo il territorio che Federico II di Svevia prescelse per le battute di caccia con il falcone e per i soggiorni estivi, la patria del poeta Orazio, la sede di vari concili papali, tra i quali quello convocato dal Papa Urbano II nel 1089, durante il quale il pontefice bandì la prima crociata in Terra Santa contro gli infedeli, istituendo, inoltre, l'obbligo di celibato ai religiosi.
L’immagine del territorio è particolarmente legata alla figura dell'Imperatore Federico II di Svevia che dal castello di Melfi promulgò, nel 1231, le "Constitutiones Augustales" o Costituzioni Melfitane, il primo testo organico di leggi scritte nell'età medievale di contenuto penale e civile. Da menzionare è anche la cittadina di Venosa che diede i natali al poeta Orazio. La storia di Venosa si sviluppa attraverso le occupazioni dei Sanniti, dei Romani, dei Normanni, degli Svevi, con un ruolo da protagonista, nell'ottocento, nell'insurrezione filoborbonica, accogliendo le bande legittimiste del brigante Carmine Crocco.
La città racchiude in sé le testimonianze visibili del suo passato. Il Castello del Balzo, costruito nel 1470 sul luogo della primitiva cattedrale dal Duca Pirro del Balzo Orsini, la presunta “Casa di Orazio”, grande poeta latino nato a Venosa nel 65 a.c., il Parco Archeologico con anfiteatro, terme e casa del II sec. a.c., lo straordinario monumento dell’"incompiuta" e la "Chiesa Vecchia", che costituiscono il complesso dell'Abbazia della SS. Trinità.
Ma il Vulture è noto anche per gli splendidi Laghi di Monticchio, che occupano le bocche spente del vulcano, immerse nei boschi dominati dall'Abbazia di San Michele che costituiscono la Riserva Naturale "Grotticelle".
In mezzo a paesaggi mozzafiato si incontra la cittadina di Barile che, con le sue famose cantine scavate nel tufo (sheshe), è considerata simbolo e fulcro di un'area che da sempre mantiene alto il livello delle sue tradizioni enogastronomiche.
Fiore all'occhiello dei tanti e ottimi prodotti della Basilicata è proprio il famoso Vino Aglianico, prodotto in tutta la zona vulturina ed invecchiato in botti di rovere conservate in grotte scavate nel tufo lungo la costa montuosa ( Barile, Rionero, Maschito, Ginestra, ecc.).
L'Aglianico è un vitigno antichissimo, probabilmente introdotto in Italia dai Greci intorno al VII-VI secolo a.c. nell’area che oggi chiamiamo Magna Grecia.
Antiche testimonianze storiche e poetiche sulla presenza di questo caratteristico vino risalgono all'epoca romana (una moneta bronzea, raffigurante l'agreste divinità di Dionisio, il cui culto fu poi ricondotto a quello di Bacco, fu coniata nella zona di Venosa nel IV secolo a.c.). Successivamente il poeta latino Orazio (nativo proprio di Venosa) decantò le doti di questa meravigliosa terra e del suo ottimo vino. In un’epoca compresa tra il XV ed il XVI secolo , quando il dominio degli aragonesi era esteso sino al regno di Napoli, il nome originario venne corretto da "Ellenico o Ellanico" in Aglianico. Carlo D'Angiò, in una sua lettera, "ordinava" gli fossero servite ben "400 some" del buon vino delle colline del Vulture.
Di questo vino parleranno poi Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo 3° Farnese ("Di tali vini Sua Santità beveva molto volentieri et dicevali bevanda delli vecchi, rispetto alla pienezza"); Andrea Bacci, medico di Sisto 5° Peretti, nel 14° secolo ne dice: "…vino ricercato e prestigioso delle mense dei ricchi" e Arturo Marescalchi lo definirà poi "il fratello maggiore del Barolo e del Barbaresco".
Sulle pendici del Vulture, in Basilicata, i vigneti sono situati in una zona vulcanica, costituita da un vasto altipiano dominato dalla massa conica del cratere ormai spento (1327 m.).
Il terreno è a base tufacea e il clima è freddo (si arriva fino a 600 m. s.l.m. sul Vulture e a 500 m. vicino a Venosa). Vi sono 1.192 produttori, gli ettari iscritti sono 1.437 e gli ettolitri prodotti circa 7.800.
La zona di produzione dell’Aglianico del Vulture comprende, così come richiamato dal DPR del 18/02/1971 “denominazione di origine controllata del Vino Aglianico del Vulture”, l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’Ilario, Riparossa e Macchia, del comune di Atella.
L’Aglianico del Vulture si presenta di colore rosso rubino più o meno intenso o granato vivace, con riflessi arancione dopo l'invecchiamento.
Il sapore è asciutto, sapido, equilibrato, da giovane tannico, che migliora dopo un adeguato invecchiamento in botte di rovere grazie alla elevata gradazione alcolica (il disciplinare di produzione prevede una gradazione minima di 11,5 gradi) e al buon livello di acidità totale, assumendo un caratteristico sapore di liquerizia.
L'Aglianico del Vulture è rosso “robusto” da primi con ragù (anche di selvaggina), pollame, maialino al forno, formaggi semiduri. Le versioni invecchiate si sposano volentieri con cacciagione, agnello e formaggi a pasta dura.
Raffaele Anzalone
E’ questo il territorio che Federico II di Svevia prescelse per le battute di caccia con il falcone e per i soggiorni estivi, la patria del poeta Orazio, la sede di vari concili papali, tra i quali quello convocato dal Papa Urbano II nel 1089, durante il quale il pontefice bandì la prima crociata in Terra Santa contro gli infedeli, istituendo, inoltre, l'obbligo di celibato ai religiosi.
L’immagine del territorio è particolarmente legata alla figura dell'Imperatore Federico II di Svevia che dal castello di Melfi promulgò, nel 1231, le "Constitutiones Augustales" o Costituzioni Melfitane, il primo testo organico di leggi scritte nell'età medievale di contenuto penale e civile. Da menzionare è anche la cittadina di Venosa che diede i natali al poeta Orazio. La storia di Venosa si sviluppa attraverso le occupazioni dei Sanniti, dei Romani, dei Normanni, degli Svevi, con un ruolo da protagonista, nell'ottocento, nell'insurrezione filoborbonica, accogliendo le bande legittimiste del brigante Carmine Crocco.
La città racchiude in sé le testimonianze visibili del suo passato. Il Castello del Balzo, costruito nel 1470 sul luogo della primitiva cattedrale dal Duca Pirro del Balzo Orsini, la presunta “Casa di Orazio”, grande poeta latino nato a Venosa nel 65 a.c., il Parco Archeologico con anfiteatro, terme e casa del II sec. a.c., lo straordinario monumento dell’"incompiuta" e la "Chiesa Vecchia", che costituiscono il complesso dell'Abbazia della SS. Trinità.
Ma il Vulture è noto anche per gli splendidi Laghi di Monticchio, che occupano le bocche spente del vulcano, immerse nei boschi dominati dall'Abbazia di San Michele che costituiscono la Riserva Naturale "Grotticelle".
In mezzo a paesaggi mozzafiato si incontra la cittadina di Barile che, con le sue famose cantine scavate nel tufo (sheshe), è considerata simbolo e fulcro di un'area che da sempre mantiene alto il livello delle sue tradizioni enogastronomiche.
Fiore all'occhiello dei tanti e ottimi prodotti della Basilicata è proprio il famoso Vino Aglianico, prodotto in tutta la zona vulturina ed invecchiato in botti di rovere conservate in grotte scavate nel tufo lungo la costa montuosa ( Barile, Rionero, Maschito, Ginestra, ecc.).
L'Aglianico è un vitigno antichissimo, probabilmente introdotto in Italia dai Greci intorno al VII-VI secolo a.c. nell’area che oggi chiamiamo Magna Grecia.
Antiche testimonianze storiche e poetiche sulla presenza di questo caratteristico vino risalgono all'epoca romana (una moneta bronzea, raffigurante l'agreste divinità di Dionisio, il cui culto fu poi ricondotto a quello di Bacco, fu coniata nella zona di Venosa nel IV secolo a.c.). Successivamente il poeta latino Orazio (nativo proprio di Venosa) decantò le doti di questa meravigliosa terra e del suo ottimo vino. In un’epoca compresa tra il XV ed il XVI secolo , quando il dominio degli aragonesi era esteso sino al regno di Napoli, il nome originario venne corretto da "Ellenico o Ellanico" in Aglianico. Carlo D'Angiò, in una sua lettera, "ordinava" gli fossero servite ben "400 some" del buon vino delle colline del Vulture.
Di questo vino parleranno poi Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo 3° Farnese ("Di tali vini Sua Santità beveva molto volentieri et dicevali bevanda delli vecchi, rispetto alla pienezza"); Andrea Bacci, medico di Sisto 5° Peretti, nel 14° secolo ne dice: "…vino ricercato e prestigioso delle mense dei ricchi" e Arturo Marescalchi lo definirà poi "il fratello maggiore del Barolo e del Barbaresco".
Sulle pendici del Vulture, in Basilicata, i vigneti sono situati in una zona vulcanica, costituita da un vasto altipiano dominato dalla massa conica del cratere ormai spento (1327 m.).
Il terreno è a base tufacea e il clima è freddo (si arriva fino a 600 m. s.l.m. sul Vulture e a 500 m. vicino a Venosa). Vi sono 1.192 produttori, gli ettari iscritti sono 1.437 e gli ettolitri prodotti circa 7.800.
La zona di produzione dell’Aglianico del Vulture comprende, così come richiamato dal DPR del 18/02/1971 “denominazione di origine controllata del Vino Aglianico del Vulture”, l’intero territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’Ilario, Riparossa e Macchia, del comune di Atella.
L’Aglianico del Vulture si presenta di colore rosso rubino più o meno intenso o granato vivace, con riflessi arancione dopo l'invecchiamento.
Il sapore è asciutto, sapido, equilibrato, da giovane tannico, che migliora dopo un adeguato invecchiamento in botte di rovere grazie alla elevata gradazione alcolica (il disciplinare di produzione prevede una gradazione minima di 11,5 gradi) e al buon livello di acidità totale, assumendo un caratteristico sapore di liquerizia.
L'Aglianico del Vulture è rosso “robusto” da primi con ragù (anche di selvaggina), pollame, maialino al forno, formaggi semiduri. Le versioni invecchiate si sposano volentieri con cacciagione, agnello e formaggi a pasta dura.
Raffaele Anzalone
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